Ma che cos’è un eidoalgoritmo? Si tratta di un termine che ho coniato per indicare la trasposizione, fantastica ma non per questo non strutturata, di una idea che sintetizza un principio fisico o una legge scientifica, e che sostituisce segni grafici agli elementi di una formula matematica

di Luciano Romoli

Paolo Uccello ha espresso, nella sua opera, la propria razionalità unita all’immaginazione, coniugando di fatto elementi scientifici e artistici; la sua ricerca lo ha portato a utilizzare gli elementi “scenografici” delle sue composizioni, quasi come pretesti per proporre la sua personale interpretazione delle leggi dell’ottica e della prospettiva.

Un esempio evidente si ha nel ciclo delle “Battaglie di San Romano”, dove l’utilizzo contemporaneo di molteplici punti di fuga può essere letto come un’anticipazione del movimento cubista, con la sua molteplicità dei punti di visione dello stesso soggetto.

E d’altra parte Paolo Uccello aveva ben presenti le leggi della prospettiva medioevale, e in particolare la “Perspectiva” del Vitellione, che esamina le caratteristiche di riflessione degli specchi concavi e convessi, piramidali e columnari, con le loro capacità di riflettere le immagini, deformandole in diversi modi, rendendole cioè sferiche, oppure rovesciandole; e tutti questi elementi si ritrovano nella tessitura scenografica delle “Battaglie”, sia con elementi espliciti (basti pensare alle corazze, che aveva rivestito di foglia d’argento per utilizzarle come specchi columnari), sia impliciti, come l’aver inserito particolari della scena entro cerchi/specchi, in modo che si ripropongano, riflessi, in altri, diversi, particolari.

Portfolio 1 (a cura di Luciano Romoli)

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L’interesse per la razionalità unita alla fantasia e all’immaginazione, per l’arte e per la scienza, e ancora di più per la loro interazione, mi ha quindi spinto ad approfondire i temi e i contenuti delle “Battaglie” e ad inserirle, nei primi anni 2000, nella mia ricerca che utilizzava gli eidoalgoritmi come elementi evolutivi.

Ma che cos’è un eidoalgoritmo? Si tratta di un termine che ho coniato per indicare la trasposizione, fantastica ma non per questo non strutturata, di una idea che sintetizza un principio fisico o una legge scientifica, e che sostituisce segni grafici agli elementi di una formula matematica; nello sviluppo relativo al tema delle “Battaglie” i segni grafici potranno essere, ad esempio, una lancia, il berretto e la gamba di un cavaliere, la zampa di un cavallo.

Su questa struttura di base si interviene poi, utilizzando il computer e sempre con la medesima “logica” della trasposizione fantastica di processi analitici, con una serie di interventi che sostituiscono operatori grafici – traslazione, rotazione, riflessione, nelle loro composite strutture – agli operatori matematici. E, a loro volta, i risultati che si ottengono possono essere ri-utilizzati come elementi primari di ulteriori interventi, in un’evoluzione ricorsiva, mai casuale ma sempre perfettamente controllata secondo regole e quantità definite, che consente di raggiungere risultati in cui un aspetto quasi-frattale si coniuga con il costante mantenimento della riconoscibilità delle strutture e dei segni grafici iniziali.

Si ottengono in questo modo, via via che l’opera evolve, una serie di immagini di crescenti complessità e contenuto di informazione, immagini che possono essere memorizzate e riprodotte sia come elementi singoli, a sé stanti, sia in successione, evidenziandone l’aspetto dinamico.

Portfolio 2 (a cura di Antonio Gasbarrini)

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Il ritmo vorticoso della battaglia, rappresentato sulla tela dalle lance che si diramano nello spazio in proiezioni multiple, dalle zampe e dalle code dei cavalli, dalle gambe e dalle spade dei cavalieri, viene nuovamente evocato in uno spazio diverso, completamente virtuale, “animando”, con successive iterazioni algoritmiche, le forme grafiche primitive estratte dall’opera di Paolo Uccello.

Fra le varie immagini prodotte dall’applicazione degli eidoalgoritmi alle strutture delle “Battaglie”, particolare rilievo assumono le quattro installate sui sovraporta tra le Sale distribuzione, lettura e cataloghi della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, che esemplificano come si possano ottenere risultati graficamente molto diversi in funzione della scelta degli elementi di base, dell’utilizzo dei colori e delle diverse trasformazioni grafiche.
Nello specifico, il cosiddetto “Radiolare” ha utilizzato come elementi di base piccoli segni grafici estratti da Paolo Uccello, che sono stati sviluppati con una elevata serie di rotazioni e sovrapposizioni ricorsive, generando una forma complessa, che ricorda quelle prodotte dai piccoli organismi unicellulari.
Il rosone “Eccentrico” deve il suo nome all’utilizzo di diversi punti di fuga intorno al quale ruotano e si riproducono, secondo valori numerici predefiniti, alcuni grandi elementi grafici. E, d’altre parte, risulta eccentrico anche per la particolare scelta dei colori, alieni alla tavolozza originale di Paolo.

Slides ( I 4 Rosoni di Luciano Romoli alla BNCF)

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Completamente diverso è “Cristallo di neve”; i colori, grigio e rosso, sono quelli propri delle “Battaglie”, la simmetria è centrale, con un unico punto di fuga, e la trama è costruita a partire da un gran numero di elementi – spezzoni di lance e balestre, zampe e teste di cavalli, elmi e pezzi di armature – che pur rimanendo singolarmente identificabili all’osservazione ravvicinata, generano un’immagine complessiva omogenea, in analogia con la struttura ordinata e simmetrica di un fiocco di neve, in cui il dettaglio e la particolarità dei singoli cristalli di ghiaccio si amalgama nella forma complessiva.
Infine, “Tessere” utilizza alcuni elementi grafici quasi come campiture cromatiche disposte intorno a un centro secondo uno schema esagonale, che per un verso, grazie ai dettagli delle lance posizionate in posizione inclinata, non radiale, suggerisce la rotazione dell’intera struttura, e per l’altro richiama i vetri policromi dei rosoni delle cattedrali gotiche.