Circa alessandra

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EDITORIALE

2021-01-15T18:58:05+01:00ZRAlt! n. 29 - Estate 2020|

Ne eravamo coscienti che sarebbe stata dura, molto dura, varare questo numero 29 di ZRAlt!  (la rivista della Zona Rossa avanti-lettera come è ben visualizzato dal suo logo)

a  ridosso di uno scioccante, a tratti surreale, lockdown, che ha inciso in modo sostanziale sul nostro “defunto” stile di vita occidentale, variamente assimilato e scopiazzato un po’ in tutto il mondo.

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EDWARD BURTYNSKY – SULLA FOTOGRAFIA DELLA BELLEZZA E POETICA DELL’INSORGENZA

2021-01-15T18:57:50+01:00ZRAlt! n. 29 - Estate 2020|

Il portolano fotografico di Burtynsky non si esaurisce in ciò che rappresenta… l’immagine non è solo ciò che emerge dal fotografato, è anche la difesa della bellezza del mondo

di Pino Bertelli

 “Nell’amore come nella bellezza, ogni vero sguardo è uno sguardo incrociato…
tra colui che guarda e colui che è guardato… Uno sguardo privo
di relazioni difficilmente ha acceso la bellezza.
Gli sguardi incrociati sono gli unici in grado di far scaturire la scintilla che illumina…
i soli a permettere alla luce divina di giungere a rivelazione.
Ma in un’autentica esperienza d’amore e di bellezza”.
François Cheng

I. Bisogna amarla molto la fotografia, per volerla distruggere!

Sulle fiumane della fotografia in mostra di un celebrato colorista (ma questo vale per la maggior parte […]

OMAGGIO AD ANTONIO PICARIELLO CAVALLO DI RAZZA DELLA CRITICA D’ARTE ITALIANA (E NON SOLO)

2021-01-12T11:02:44+01:00ZRAlt! n. 29 - Estate 2020|

L’unica in-di-gna-zio-ne che un critico può diffondere, è un foglio bianco da offrire agli assassini del mondo affinché gli inutili possano rispecchiare la loro mancanza in una memoria del nulla, dove esiste nessuna referenza a indicare il loro passaggio sul pianeta

di Antonio Gasbarrini

Chi e che cos’è un “critico d’arte militante” com’è stato, e ben a 360 gradi, Antonio Picariello insieme ai suoi altri combattivi compagni di strada del passato o contemporanei?

L’anomale disciplina della “critica d’arte”, è troppo spesso confusa con quella della “storia dell’arte” con conseguenti riverberi sulla figura del “critico d’arte militante”:  una copia sbiadita del puro e imperturbabile “storico dell’arte accademico”? E se il “critico d’arte militante” fosse, alla fin fine, un suo epigono, per  di più anche mancato? Cerchiamo di mettere, in […]

LA MUSICA NON È FINITA – UN TRITTICO LOW-FI (Mini-racconto inedito)

2021-01-23T09:53:06+01:00ZRAlt! n. 29 - Estate 2020|

Resta il fatto che sia il rock duraturo sia il rap a scadenza o già scaduto alla fin fine sono funzionali al sistema. Incanalano rabbie e malesseri giovanili, e di fatto li neutralizzano, li narcotizzano, invece che accendere la miccia della necessaria rivoluzione

di Marco Palladini

01 –  Rap e rock pari non sono?

Tra il rimorso e il rimosso risuona lieve la Blue Note, la nota malinconica della vita, forse della vita di ognuno. Come una improvvisazione free jazz, tra dolce e rabbiosa, tra ottusa e luminosa, tra invitante e declinante.

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PER UNA STORIA DELLA POESIA SONORA

2021-01-15T19:10:44+01:00ZRAlt! n. 29 - Estate 2020|

La Poesia sonora fa parte di un sistema di pratiche artistiche che hanno proposto una nuova politica del corpo, creativa e critica insieme

di Matteo D’Ambrosio

«I  suoni della poesia non hanno la sola
funzione di  accudire  ai significati»
Sklovskij[1]

La Poesia sonora, una declinazione della ricerca artistica d’avanguardia del Novecento, ha fatto registrare una notevole espansione  negli ultimi decenni e appare passibile di ulteriori sviluppi[2]. Le profonde differenze esistenti tra una prima tendenza, che fa un uso  consapevole delle possibilità espressive offerte dalle nuove tecnologie,

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PREMIO LETTERARIO “LAUDOMIA BONANNI”: LA RI/ESISTENZA D’UNA STORIA POETICA A L’AQUILA

2021-01-12T11:03:27+01:00ZRAlt! n. 29 - Estate 2020|

La forza della poesia ha avuto anche il merito di dar vita ad una sezione dedicata ai detenuti dei penitenziari italiani, unico caso in Italia e di aprire le porte del carcere aquilano “Le Costarelle”, nel quale i reclusi hanno potuto incontrare e dialogare con i poeti ospiti d’onore della manifestazione

di Anna Maria Giancarli

Fu un’autentica sfida, nel lontano 2002, istituire un premio di poesia all’Aquila con l’intento di dotare la città d’un evento significativo e, soprattutto, di onorare la più autorevole e nota scrittrice aquilana, Laudomia Bonanni, fra le più significative del secondo Novecento, ma quasi dimenticata, colpevolmente, dai suoi concittadini.

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FOTOGRAMMI CON PAROLE (ANCHE IN DIALETTO ARESE)

2021-01-12T11:03:41+01:00ZRAlt! n. 29 - Estate 2020|

Il profumo della brillantina Linetti vagava inebriante tra le stanze di casa, fino alla rimessa trattori e nella stalla. Lui era in piedi, davanti allo specchio, con il ciuffo lucido alla Elvis, mentre sistemava gli ultimi bottoni della camicia bianca

di Dino Viani

A Rocco e…

Quando un uomo con un Fiat 505C, incontra uno con il Landini. Quello con il Landini, abbassa la testa e se ne va.
Perché il Fiat505C, è quel trattore che a 2000 giri, se magne la terre, lu Landini, che pe fa lu stesse a da jì a 3000 gire e sembra ca si sta suffucà.
Si magne la terre, ne scherze lu Fiat505C.

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MANUALE DELLA SOLITUDINE

2021-01-12T11:03:51+01:00ZRAlt! n. 29 - Estate 2020|

Bisogna allora accettarla la solitudine, più la si combatte più la si favorisce. Occorre dunque saperla trasformare in energia positiva. Dalla materia oscura a quella dell’universo  visibile

di Francesco Correggia

Quando si sta soli non è proprio la solitudine che affligge o il fatto che essa sia irrisolvibile ma  la consapevolezza che tutte le cose della vita quotidiana  siano come  rallentate. Ogni accadimento sembra un macigno che piomba su di noi, difficile da evitare. Ogni telefonata, notizia, cambiamento di programma diventa un problema, una specie di questione insuperabile.

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SANGUINETI, LABORINTUS E LE CONDIZIONI ESTERNE

2021-01-15T19:10:13+01:00ZRAlt! n. 29 - Estate 2020|

Il poema, offre la visione di un duplice viaggio: nelle profondità dell’io e nei meandri della realtà esteriore, delineando una specie di labirinto che è sia interiore che esteriore

di Marco Tabellione

Quando nel 1956 Edoardo Sanguineti pubblicò Laborintus, la letteratura italiana cambiò strada, aprendo alla stagione dell’avanguardia che avrebbe caratterizzato tutta la prima parte degli anni Sessanta. Il poema fu accolto in maniera contrastante dalla critica, c’è chi lo considerò negativamente, parlando in forma ironica di resoconto di un esaurimento nervoso, chi invece vi vide il definitivo superamento della poesia ermetica e neo-crepuscolare.

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