EDITORIALE

2021-09-16T10:14:16+01:00ZRAlt! n. 31-32 - Autunno 2020-Primavera 2021|

Per una rivista interdisciplinare qual è ZRAlt!, spuntata tra le macerie sismiche aquilane con il suo primo numero digitale nell’estate del 2013, l’indissolubile convivenza con la parola “catastrofe” è stata ribadita sino all’oggi: un oggi pervaso com’è dal pestifero Covid-19 e le sue mortali“varianti nelle varianti”. A controbilanciarla, negli oltre 250 testi multimediali disponibili online, è stato il magico lemma della “creatività”, potenzialmente indossabile fino all’ultimo consapevole respiro da ogni essere vivente (si veda in proposito il numero 28, monotematico, interamente dedicato agli effetti devastanti del Corona virus): unico vaccino psicologico in grado di contrastare, o quanto meno lenire, le mille e mille sofferenze inferte agli umani dal pressoché invisibile assassino.

Fatto sta, che gli effetti consumistici e globalizzanti della società moderna, debordianamente spettacolare e […]

FRANCESCA GRISPELLO. SULLE FOTOSCRITTURE DEL CORPO COME ANIMA IN AMORE E L’ICONOGRAFIA DELLA SEDUZIONE COME FRAGILITÀ DELLA BELLEZZA

2021-09-16T10:14:43+01:00ZRAlt! n. 31-32 - Autunno 2020-Primavera 2021|

L’iconografia  del  corpo  nudo,  annerito,  disincarnato  della  Grispello…  come  nei frammenti di luce sulle gambe, sulla schiena, sul seno, sul volto aperto forse sul futuro e su di sé… grondano di una sensualità privata… di una sessualità indiretta… di un’inclinazione al dolore del quale prendersi cura… un’apocalisse dei sentimenti struccati che chiede la fine della sofferenza…

di Pino Bertelli

alle magnifiche fanciulle delle fiumane di miele nei canneti fruscianti di vento e di sale…

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IL LINGUAGGIO, LA CRYPTO ART, L’ALTRO E IL DIGITALE

2021-09-16T10:14:52+01:00ZRAlt! n. 31-32 - Autunno 2020-Primavera 2021|

Quando manca un solido canone della tradizione, già distrutto da tempo dalle avanguardie storiche, la produzione del nuovo è impossibile e anacronistica come  sono gli archivi digitali che pretenderebbero di soppiantare il vecchio

di Francesco Correggia

Il processo di digitalizzazione è ormai in corso e sembra portare con sé una svolta epocale e rivoluzionaria nelle relazioni sociali, nella cultura, nelle nostre esistenze e nello stesso rapporto fra arte e web. Certo non è un fatto nuovo. Da quando è nato il computer, l’arte si è sempre cimentata con questo mezzo, penso alla computer arte, all’illustrazione digitale in 2D e 3D,  ma ora con l’accelerazione prodotta dalla pandemia e la lotta per fermare i cambiamenti climatici e lo stesso sviluppo dei social media la stessa  sta assumendo […]

AMA IL DEMONE TUO COME TE STESSO (Atto I – Seconda parte)

2021-09-16T10:15:01+01:00ZRAlt! n. 31-32 - Autunno 2020-Primavera 2021|

Fino a quando, insonne come un cane rabbioso, la vede distesa a letto, nuda sotto le coperte, la spalla eburnea e il lungo braccio candido che affiorano dal lenzuolo

di Luigi Fabio Mastropietro

Il mondo è sottile e piano:
pochi elefanti vi girano, ottusi.

(Amelia Rosselli, da Documento, 1966-1973)

II

Lui nasce con una malformazione doppia del cuore, curvo e biforcuto nei rebbi ribelli, a inforcare l’esistenza come un pesce d’argento all’amo.

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NOTE PER PIEDIGROTTA, POEMA PAROLIBERO DI FRANCESCO CANGIULLO

2021-09-16T10:15:10+01:00ZRAlt! n. 31-32 - Autunno 2020-Primavera 2021|

Qual è, dal punto di vista tecnico-formale, la caratteristica primaria della Piedigrotta di Cangiullo? Probabilmente l’ipercodifica,  dal  punto di  vista  dell’espressione, sul versante acustico e sonoro

di Matteo D’Ambrosio

I primi segnali dell’interesse rivolto da  F.  T. Marinetti alla cultura napoletana risalgono agli anni 1905-1909, vale a dire al periodo corrispondente all’incubazione dell’estetica futurista e alla pubblicazione della rivista milanese “Poesia”, i cui rapporti con gli ambienti culturali napoletani avanzati risultano particolarmente intensi[1].

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DIALOGO SENZA CERTEZZE SU “L’AMOR CHE MOVE IL SOLE E L’ALTRE STELLE” (ATTO UNICO)

2021-09-16T10:15:21+01:00ZRAlt! n. 31-32 - Autunno 2020-Primavera 2021|

Il fantasma di Beatrice è rimasto ad incubare per anni nella mente del poeta fiorentino fino ad assumere i contorni di una potenza mitopoietica, di una figura assoluta dell’amore più che umano, un amore ultraumano

di Marco Palladini

(L’ambiente è una piccola sala per conferenze. L’oratore arriva trafelato, scomposto. Depone su una sedia soprabito, cappello e una borsa di pelle scura. Ignora il tavolo ricoperto di un panno verde con sopra un microfono, rimane in piedi e si rivolge come un attore direttamente all’uditorio).

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QUANDO LA POESIA SI TINGE DI SANGUE

2021-09-16T10:15:31+01:00ZRAlt! n. 31-32 - Autunno 2020-Primavera 2021|

Queste brevissime poesie, contratte in due righe, sono cariche di messaggi di disperazione e di lotta, oltre che di desiderio di tessere relazioni per cancellare il silenzio attraverso la solidarietà di altre donne

di Anna Maria Giancarli

La poesia, da sempre, ha segnato l’umanità nel suo cammino di civiltà etica e conoscitiva. Molti poeti sono divenuti simboli per i loro popoli e guide per la crescita di essi. Ma la poesia può tingersi anche di sangue, come nel caso dei “Landai”. Essi sono una forma di comunicazione radicata nella cultura popolare afgana ed oggi una particolare espressione poetica, profondamente incisiva e strategica per le donne di quel paese.

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LA FINE DELLA RAPPRESENTAZIONE E LA «MORTE DELL’ARTE» (Una lettera aperta – Seconda parte)

2021-09-16T10:15:41+01:00ZRAlt! n. 31-32 - Autunno 2020-Primavera 2021|

Ecco che la funzione del teorico dell’arte coevo è quello di creare nessi tra la scienza della percezione contemporanea con quella della cognizione attraverso i modelli di memoria e di esperienza adottati

di Giuseppe Siano

1. Premesse generali: le nuove teorie tra percezione e esperienza

Per quanto finora illustrato il rappresentare dovrebbe permettere ancora oggi di discernere tra ciò che si reputa artistico e ciò che va considerato un “bene culturale”; anche se questa affermazione va valutata con molta approssimazione quando affrontiamo i nuovi orientamenti dell’arte a noi coeva.

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PER UN IDENTIKIT DEL TRANSREALIMO NELL’ARTE VISIONARIA DI FRANCESCO GUADAGNUOLO

2021-09-16T10:15:56+01:00ZRAlt! n. 31-32 - Autunno 2020-Primavera 2021|

Nota critica giocosa: Atto unico in due quadri più un quadretto finale

di  Antonio Gasbarrini

I quadro

L’artista Francesco Guadagnuolo, in carne ed ossa, con un forte mal d’IDENTIkit, entra in un lindo ed asettico studio odontoiatrico di una rinomata clinica. Si siede sulla poltrona e spalanca la bocca. In quel preciso istante (ma anche prima e dopo) miliardi e miliardi di invisibili, inodori, incolori neutrini attraversano ogni atomo e molecola di questa scena, oscillante tra il metafisico ed il surreale.

Per il filosofo Maurizio Ferraris, estensore del Manifesto del nuovo realismo (2012), quella realtà è un fatto, per di più inemendabile. Per Gianni Vattimo, uno dei principali sostenitori teoretici del Postmoderno (Lyotard, dal 1979) la stessa scena è un racconto minimalista che  “in realtà” non […]

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