EDITORIALE

2026-09-21T17:41:38+01:00ZRAlt! n. 50/51 Autunno / inverno 2025|

Con la messa in onda telematica di questo numero doppio 50-51 di ZRAlt! (la rivista interdisciplinare monotematica sul taumaturgico binomio “Catastrofe & Creatività”, con la sua  prima uscita messa online nell’estate del 2013, vale a dire ben 13 anni fa), la necessità di un indispensabile contrappeso dell’Arte e della Cultura alla distopica realtà contemporanea, è più che mai confermata.

Mentre le aberranti guerre scatenate da “mostri disumani” quali sono – in ordine “analfabetico” Netanjahu, Putin e Trump – continuano a falciare vittime civili al lugubre suono mortale di centinaia di miglia di esseri umani e ad avvelenare vaste aree urbane e non, del sempre più malconcio pianetucolo Terra,  la corsa, o meglio, la rincorsa al potenziamento degli armamenti sembra inarrestabile.

Dimenticando o facendo finta di dimenticare […]

NOUVELLE VAGUE (2025) DI RICHARD LINKLATER

2026-09-21T09:48:03+01:00ZRAlt! n. 50/51 Autunno / inverno 2025|

Il film di Richard Linklater è un’opera meta-cinematografica dedicata alla scoperta di un cinema di strada che rompeva con il cinema delle grandi produzioni degli studios… più in particolare segue l’avventura affabulativa di Fino all’ultimo respiro e la rottura della grammatica cinematografica di Jean-Luc Godard

di Pino Bertelli

“La fotografia è verità, e il cinema è verità ventiquattro volte al secondo.
(…) ogni scelta tecnica, come muovere la macchina da presa, implica una responsabilità etica del regista verso ciò che filma.
(…) Il cinema crea ricordi, la televisione crea oblio. (…) Quando si va al cinema, si alza la testa. Quando si guarda la televisione, la si abbassa”.
Jean-Luc Godard

Prologo dissennato sul cinema che muore di cinema… non si sono mai prodotti tanti film come negli ultimi trent’anni e la storia del […]

TRA CRITICA D’ARTE E TEORIA DELL’ARTE OGGI

2026-09-21T15:58:08+01:00ZRAlt! n. 50/51 Autunno / inverno 2025|

Sia la teoria che la critica si pongono a una propria distanza dall’opera: la teoria guarda da lontano, fa una panoramica sui vari modi di operare; la critica guarda da vicino, è come se si ripromettesse di essere uno zoom e guarda quell’opera o quella serie di opere e quali reazioni o sentimenti sommuove in quel momento nello spettatore

di Giuseppe Siano

 

L’immagine più semplice per definire questo rapporto tra critica d’arte e teoria dell’arte oggi è quello che uso fare di solito: la teoria sarebbe una “mappa” che viene utilizzata dalla critica per costruire un racconto di un “viaggio” nel presente.

La teoria nell’affrontare questo percorso si avvale del rapporto tra un pensiero che nasce dalla filosofia, dall’estetica, dal concetto di bello, di arte,  … – […]

LA COMUNICAZIONE E LA MEMORIA

2026-09-21T15:45:31+01:00ZRAlt! n. 50/51 Autunno / inverno 2025|

In un mondo in cui tutto, perfino l’Uno diventa sempre di più compiacente al mercato si abbatte anche la separazione tra cultura e commercio, tra arte e consumo, tra arte e pubblicità con la conseguenza che ora l’arte serve a sua volta l’estetica del consumo. L’esperienza individuale è appiattita al servilismo mediatico

di Francesco Correggia

La comunicazione sui media è sempre imperfetta e bifida. Da una parte espande e diffonde dall’altra occlude, non dice l’essenziale, non porta a una conoscenza, a una informazione basata su fatti reali, ma solo a una falsificazione che sembra vera. La verità viene velata in quanto apparizione ed è proprio nel suo velamento che sta la portata dell’evento disvelante come accesso all’invisibile. L’evento non è manifestazione dell’ego ma è e-ventus, “venire […]

L’APOCALYPSIS CUM FIGURIS (1498) DI ALBRECHT DÜRER: IL PRIMO “LIBRO D’ARTISTA”

2026-09-21T15:51:04+01:00ZRAlt! n. 50/51 Autunno / inverno 2025|

Le 15 grafiche dell’Apocalypsis cum figuris, sono compatibili e in perfetta assonanza con quanto sta succedendo, a livello planetario, in materia climatica o geo-politica con le aberranti guerre e genocidi in corso.  L’Apocalisse sta bussando, con sempre maggior fragore, alle scricchiolanti, indifendibili porte di una ripudiata pacifica convivenza tra Stati, popoli, etnie e lingue: babeliche quanto mai!

di Antonio Gasbarrini

“Che cosa non si deve ammirare in Albercht  Dürer? Egli possedeva le doti di un Apelle.

Ma se Apelle dipinse soltanto con i colori, Dürer ci ha mostrato, soltanto con linee nere,

ciò che è impossibile rendere con i colori:la luce, l’ombra, lo splendore, il rilievo, la prospettiva

 Erasmo da Rotterdam

 

La rivoluzione copernicana nell’ambito della grafica e dell’editoria a […]

DISTRUGGERE O STORICIZZARE

2026-09-21T15:42:02+01:00ZRAlt! n. 50/51 Autunno / inverno 2025|

La prospettiva ferma il mondo in un punto solo, la zona rossa lo ferma per decreto, la deriva autoritaria lo ferma per cento anni. Se il compito della scultura è modificare l’esistente, la domanda non è più se distruggere, ma che cosa non si è autorizzati a cancellare

di Massimo Camplone (névoa na rua) *

Scrivo per la prima volta come autore su una rivista di cui finora ho curato i testi degli altri, cominciando dal nome che le sta scritto in fronte.

L’Angelus Novus di Klee è, per Walter Benjamin, l’angelo della storia: vorrebbe fermarsi a ricomporre quello che è andato in pezzi, ma una tempesta, che noi chiamiamo progresso, lo spinge all’indietro mentre davanti a lui le macerie crescono fino al cielo.¹

È un’immagine che questa […]

ATLANTE DEL PRESENTE. PER UN’ARCHEOLOGIA DELLE IMMAGINI DELLA CATASTROFE

2026-09-21T10:20:44+01:00ZRAlt! n. 50/51 Autunno / inverno 2025|

La domanda riguarda l’immagine, mai la sofferenza che essa registra. Fin dall’antichità l’estetica occidentale conosce il paradosso per cui una raffigurazione può procurare attrazione anche quando il soggetto provoca repulsione. Aristotele lo osservava già nella Poetica: contempliamo con interesse imitazioni accurate di cose che nella realtà susciterebbero disgusto

di Tommaso Evangelista

Esiste un momento, nella circolazione mediatica di una fotografia, in cui il documento sembra eccedere la funzione per la quale è stato prodotto. Continua a testimoniare un fatto, conserva coordinate geografiche, data, provenienza, responsabilità; contemporaneamente comincia ad assomigliare ad altro.

Una casa squarciata da una frana richiama un’installazione. Una poltrona clinica circondata da maschere assume la struttura di una scena surrealista. Un sole arancione sopra una distesa di edifici polverizzati riattiva secoli di pittura del sublime.

È […]

FORSE (Racconto inedito)

2026-09-21T15:54:09+01:00ZRAlt! n. 50/51 Autunno / inverno 2025|

Forse c’è ancora chi rimpiange un mondo ideale che non v’è mai stato… e chi ha nostalgia di un tempo che non ha mai vissuto o di un’epoca in cui non era nato… (per esempio il Settecento illuminista e libertino)… se un figlio dei fiori, come diceva la canzone, non pensa al domani, un oggidiano figlio di mignotta non pensa che al presente, tanto il futuro è solamente qualcosa da sabotare

di Marco Palladini

Forse era il re delle gaffes, le più disastrose, epperò era diventato, pure con travasi di bile (dalla colecisti) alquanto frequenti, l’uomo più potente della terra, a dimostrazione che quando si dice che stiamo vivendo in tempi interessanti, si dimentica che sono anche tempi di merda, e forse sono interessanti proprio perché […]

LA TERRA CI EDUCA

2026-09-21T15:44:00+01:00ZRAlt! n. 50/51 Autunno / inverno 2025|

Siamo una civiltà che pretende, ancora, di conquistare la Terra, con le guerre, non ancora impariamo ad abitarla.  È un cambiamento importante e urgente per l’umanità.
L’educazione della Terra è severa perché è autentica.  Non vizia, responsabilizza

di Vito Bucciarelli

 

La Terra ci ha scelti dandoci mani, cervello e fuoco. E ora ci sta educando. Non con le parole, con le conseguenze.  Il modo in cui la Terra educa è antichissimo. È lo stesso con cui educa i fiumi, i vulcani e le foreste: ti fa sperimentare cosa accade quando rompi l’equilibrio.

Non sei onnipotente. Vivi sotto un velo sottilissimo. La Terra non urla. Ci fa toccare il muro. Le tempeste diventano più intense e ti ricordano che l’atmosfera ha una memoria: se la scaldi, risponde.

Le siccità e […]

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