ALL’OMBRA DEL CORONAVIRUS

2020-07-29T17:58:41+01:00ZRAlt! n. 27/28 - Inverno 2019 - Primavera 2020|

Stare a distanza vuol dire smetterla con i comportamenti di una socialità falsa, vuol dire tornare all’essenziale, smettere di fingere, riconoscere l’altro per la sua interiorità, per la sua voce, per le parole che sa dire, per il suo volto,  per il bene che ci può dare davvero

di Francesco Correggia

Una tragedia immane si abbatte sul mondo. Ha il nome spettrale e malvagio di Coronavirus. Nessuno può sfuggirgli, ci s’infetta  attraverso l’aria che respiriamo, il contatto. È forse il compiersi di una catastrofe già annunciata o è l’ennesima pandemia a cui l’umanità ciclicamente è sottoposta. Poi passerà e tutto rimarrà come prima. Chi  può dirlo? Ormai sono settimane di quarantena, nessuno può uscire tranne che per andare in farmacia, a fare la spesa o per […]

L’EMERGENZA DI UNA NUOVA ESTETICA NELLE PERFORMANCE DI MARCO CARDINI

2019-10-16T20:43:45+01:00ZRAlt! n. 23/24 – Inverno 2018/Primavera 2019|

Cardini, pertanto, è da considerarsi nelle performance un artista cibernetico, alla ricerca di un nuovo spazio-tempo che sembrerebbe senza luogo, o u-topico, se non ci fosse un osservatore

di Giuseppe Siano

Il racconto artistico delle performance presentate da Marco Cardini è di carattere topologico; con questo termine faccio riferimento a tutti gli studiosi che procedono lungo il percorso inaugurato dalla teoria della forma della Gestalt.

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PER UN’ “EST-ETICA” DELLA CATASTROFE *

2018-01-09T15:45:52+01:00ZRAlt! n. 17 - Estate 2017|

L’auspicata Avanguardia torni ad esser calda o quanto meno tiepida. Inoltre sia capace di emozionare restituendoci almeno un pizzico della sublimità annichilita. Solo in tal modo, a nostro parere, una più pertinente “est-etica” avrà modo di affermarsi

di Antonio Gasbarrini

Estetica ed etica, da riformulare concettualmente con “est-etica” in una società cinica, irriconoscibile e complessa come l’attuale – con un trattino che non divide ma cerca di legare indissolubilmente le due facce della stessa medaglia – devono continuare ad attingere una loro perdurante legittimazione al “bello e buono” (kalòs kài agathós) d’ascendenza greco-platonica.

Un “bello e buono” trasmutati ora in cancerogeni “brutto e cattivo”,

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L’ARTISTA, LE ISTITUZIONI PUBBLICHE E PRIVATE. LA SVOLTA TEORICA

2017-07-19T16:31:45+01:00ZRAlt! nn. 15/16 - Inverno 2016/Primavera 2017|

Che fare se l’opera d’arte del presente non è più percepita da noi come questione di senso, di rapporto con l’essere che è, con l’esistente, con il mondo, ma solo come denaro?

di Francesco Correggia

Il mondo dell’arte è un mondo difficile dove si incontrano o si scontrano differenti posizioni e non sempre fra artista e gallerista e anche fra artista e artista nasce un progetto comune, un’avventura poetica condivisa. […]

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