EDITORIALE

Scorrendo gli Editoriali, i testi e gli apparati multimediali sino a qui pubblicati su ZRAlt!, si può agevolmente riscontrare una sostanziale sintonia tra gli eventi catastrofici che sono sempre più in agguato in questa meravigliosa Terra popolata da qualche miliardo di abitanti infelici e il contrappasso creativo di volta in volta rintracciabile nelle sue pagine web.

I traballanti “rapporti di buon vicinato” tra i diversi Paesi, quotidianamente messi in discussione per le disuguaglianze sociali ed economiche in rapida espansione o per contrapposizioni religiose più che ideologiche, hanno recentemente trovato un altro punto di rottura con le sanguinarie azioni terroristiche messe in atto dalla cangiante trimurti Isis-Al Qaeda-Boko Haram.

Il vigliacco assassinio dei disegnatori e redattori della rivista radicale satirica francese Charlie Hebdo rei di aver oltraggiato con le loro vignette la sacra immagine del profeta Maometto, nonché la demenziale distruzione di ultramillenari reperti e testimonianze architettonico-archeologiche di antiche civiltà sapienzali, possono essere assunti ad emblema del galoppante “rincretinimento” in atto nelle menti malate di questo o quel medioevaleggiante neo-Califfo.

ZRAlt! rende onore ai nuovi Martiri della Libertà d’informazione Wolinski, Cabu, Tignous, Charb e Philippe Honoré. La satira non ammette, geneticamente, condizionamenti di sorta. Per questo incute terrore ad ogni “smascherato” detentore del Potere. Mussolini incluso, il quale aveva confinato a vita, tra gli altri, uno dei più pungenti vignettisti italiani, Giuseppe Scalarini, le cui più importanti caricature sono state pubblicate, non a caso, nel n. 3 di questa rivista con l’eloquente titolo “Giuseppe Scalarini: il segno cancellato” e l’occhiello “È stata la catastrofe della dittatura fascista a spezzare la sua matita eversiva. Aggressioni, violenze, carcere. Lampedusa, Ustica, Ustonio i luoghi del suo confino”.

Libertà e Memoria, Memoria nella Libertà! Queste le due democratiche architravi della Modernità laica occidentale da sradicare, per i fanatici iconoclasti del vetero fondamentalismo islamico, assoldando –con la determinante mediazione di internet – migliaia e migliaia di giovani nati, cresciuti e formatisi in questo o quello stato del vecchio continente.

Diffondendo poi, le ripugnanti immagini di decapitazioni, stupri, carneficine e distruzione di monumenti, con video il cui unico fine è quello di veicolare sull’intero pianeta una montante  “paura liquida” così ben tratteggiata dalle acute riflessioni di Zygmunt Bauman sui campi di sterminio nazisti (si scorra, sempre nel n. 3 di ZRAlt!, l’attualissima videointervista di Antonio Picariello).

Ma, c’è una contraddizione di fondo tra l’uso eversivo di quelle immagini impastate di maleolente iconoclastia purificatrice e il medium utilizzato. Lo ha ben rilevato Salvatore Settis: “Programmaticamente barbarica, la furia iconoclasta che si è scatenata a Mosul è però anche profondamente contraddittoria. Distrugge immagini di antiche divinità e sovrani, ma lo fa sotto gli occhi delle telecamere. Devasta spietatamente, ma su un palcoscenico, e per produrre nuove immagini, i filmati diffusi all’istante e ricattare il mondo. Accusa di idolatria un museo archeologico, ma dissemina dappertutto l’auto-idolatria di chi si fa filmare mentre devasta; e si fa filmare per essere visto, perché la propria immagine che distrugge altre immagini diventi una nuova icona. Alla pretesa idolatria degli antichi l’Is sostituisce un’idolatria più vera e palpitante, l’iconizzazione di sé; e mentre maledice le immagini altrui, produce, alimenta e promuove le proprie”.

Si può aggiungere, per quanto concerne il “presunto azzeramento analogico” di siti archeologici memoriali, l’inutilità della distruzione fisica, considerando le infinite possibilità attuali e future della loro eternabile visualizzazione digitale, già tridimensionale e multisensoriale oggi, e, certamente  iperdimensionale domani.

In questo turbolento scenario, cosa propone questo n. 7 di ZRAlt!? Possono “immagini e testi creativi” riuscire a riscattare le stratificate cataste di miserie su miserie umane? La  risposta è affermativa. Sfogliamola.

Spetta idealmente a Pino Bertelli ribaltare l’assunto iconoclasta tratteggiato nelle precedenti righe, con il suo “appassionato” intervento testuale-iconico Sulla fotografia dell’indignazione (con reportage “I cercatori d’oro a Goron Goron”). Tocca poi al docufilm e alla sceneggiatura di La strage degli innocenti (Pietransieri  di Roccaraso – AQ),  21/11/1943 di Antonio Gasbarrini (con l’apporto di Carlo Nannicola per le riprese e il montaggio, Antonella Cocciante per la voce recitante e Sabatino Servilio per la colonna sonora) ripercorrere il calvario dell’oscena violenza su adulti e bambini scatenata dai nazisti nella pacifica e proba comunità di un paesino dell’aquilano.

Ben tre saggi affrontano poi, sotto diverse angolazioni, la stretta interdipendenza esistente tra i disastri psichici o naturali ed il loro tonificante rimbalzo sulla creatività o sull’elaborazione del pensiero estetico-filosofico.

Lo si può leggere-vedere nella I parte di Antonin Artaud e Sarah Kane: il teatro dell’agnello di dio senza dio di Luigi Fabio Mastropietro (valorizzato con la soundtrack sinestetica di Mari de Jesùs Correa e la videografica di Nicola Macolino); Scritture del disastro, arte e solitudine nel tempo della fine dell’arte di Francesco Correggia; Il “sentire” estetico e l’immaginario del Vesuvio tra la scienza della conoscenza sensitiva, il sublime e la catastrofe di Giuseppe Siano.

Sul crinale dell’arte, colgono segnali di un rinnovamento linguistico e museale “Rewind” di Tiziana Fusari (Appunti per un’estetica dalle/delle rovine) di Marcello Gallucci e Un innovativo Museo per i bambini di Carlo Nannicola.

Può chiudere idealmente, ma anche fare da benaugurante ponte per il prossimo numero di ZRAlt!, il trasognato, bachelardiano racconto breve La nebbia di marzo era appoggiata sul mattino di Luigi Fiammata.

INDICE BINARIO*

Fotografia
Sulla fotografia dell’indignazione (con reportage  “I cercatori d’oro a Goron Goron”) di Pino Bertelli
1 portfolio

Docufilm
La strage degli innocenti (Pietransieri  di Roccaraso – AQ),  21/11 /1943 di Antonio Gasbarrini
1 docufilm + 1 reportage + slides

Saggistica
Antonin Artaud e Sarah Kane: il teatro dell’agnello di dio senza dio (I parte) di Luigi Fabio Mastropietro
1 video + 1 soundtrack + slides
Scritture del disastro, arte e solitudine nel tempo della fine dell’arte (I parte) di Francesco Correggia
Slides
Il “sentire” estetico e l’immaginario del Vesuvio tra la scienza della conoscenza sensitiva, il sublime e la catastrofe (I parte) di Giuseppe Siano
1 video + slides

Arte
Rewind di Tiziana Fusari (Appunti per un’estetica dalle/delle rovine) di Marcello Gallucci
1 video + slides
Un innovativo Museo per i bambini di Carlo Nannicola
Slides

Letteratura
La nebbia di marzo era appoggiata sul mattino di Luigi Fiammata
Slides

Per gli apporti multimediali al n. 7 di ZRAlt! (inverno 2014) si ringraziano, tra gli altri, Pino Bertelli,  Antonio Gasbarrini, Carlo Nannicola, Francesco Correggia, Mauro Mattia, Nicola Macolino, Mari de Jesus Correa, Angelus Novus Edizioni

ALCUNI  TITOLI DEL PROSSIMO NUMERO DI ZRAlt!

Pino Bertelli La clinica dell’aids (Burkina Faso)
Antonio Gasbarrini La catastrofe cognitiva della materia-energia conosciuta, la dilagante materia-energia oscura e le nuove frontiere dell’Arte.
Luigi Fabio Mastropietro Antonin Artaud e Sarah Kane: il teatro dell’agnello di dio senza dio (II parte)
Francesco Correggia Scritture del disastro ovvero arte e solitudine nel tempo della fine dell’arte (II parte)
Giuseppe Siano Il “sentire estetico” e l’immaginario del Vesuvio tra la scienza della conoscenza sensitiva, il sublime e la catastrofe (II parte)
Elisabetta Sonnino Il restauro delle opere d’arte: prima, durante e dopo una catastrofe
Enrica Cialone “Wunderschule”! La collezione delle Meraviglie
Carlotta Brovadan (Ri)costruire il legame tra patrimonio culturale e comunità. Proposte da un convegno di storia dell’arte
Tommaso Evangelista Banksy-Gaza new destination. Macerie e graffiti nella striscia di Gaza



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