SALE CHIODATO

L’esperienza del terremoto aquilano ha segnato oltre che la vita, anche la produzione artistica del gruppo musicale

di Paolo Rosati

Con un solo aneddoto, spero di riuscire a chiarire la genesi del nome “adottato” dalla band Sale Chiodato, il cui fulcro storico è composto oltre che da me, dai compagni d’avventura Massimo Gallucci e Valter Marola: tre medici ospedalieri con spiccata vocazione musicale.

Come ben sappiamo, la lingua e il linguaggio possono fare brutti scherzi, soprattutto alle persone meno istruite. Il latino ultramaccheronico delle beghine ne è un fulgido esempio. Ebbene, veniamo al dunque.

Un giorno una donna visitata da uno di noi, affetta da malattia della tiroide, chiese se sarebbe stato utile per la sua terapia prendere il “sale chiodato”. Essendo L’Aquila una città di montagna dove nevica molto, la signora intendeva usare molto probabilmente il “sale iodato” oltre che per la sua tiroide anche per una guida più sicura sulle strade ghiacciate che, come è noto, necessitano di adeguate misure antiscivolo durante la stagione invernale. Ma, battute a parte, posso affermare che fare, produrre musica con certosina costanza, è di grande aiuto nell’impegnativo lavoro quotidiano di noi medici, alle continue prese con la sofferenza e il dolore. Per non parlare poi dell’ultima fermata del tram della vita.

Sale Chiodato nasce ufficialmente nel 2006 quando viene selezionato, tra oltre 400 proposte nazionali, nelle audizioni live del prestigioso Musicultura Festival di Macerata. Da allora si sono avvicendati vari musicisti fino ad arrivare alla formazione attuale di 10 elementi.

L’esperienza del terremoto aquilano dell’aprile 2009 ha segnato oltre che la vita, anche la produzione artistica del gruppo. Sono state composte tante canzoni “dettate” da questo evento drammatico ed è stato messo a punto un videoconcerto di circa 90 minuti con canzoni tutte originali, corredate di videoclip. In particolare tre canzoni con relativo video sono state inserite in un DVD prodotto nel 2011 dal titolo “Il dolore, la rabbia ed il sorriso” che ha ricevuto un encomio ed una medaglia da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

I video proiettati durante il videoconcerto sono ideati, realizzati ed interpretati dagli stessi musicisti, e vedono una ampia partecipazione da parte di altri concittadini. Le esecuzioni dal vivo, di cui mi limito a ricordare quella del dicembre 2011 a L’Aquila insieme a Giobbe Covatta presso l’auditorium della Guardia di Finanza davanti ad oltre 1000 spettatori, nonché a Penne insieme a Mimmo Locasciulli nell’estate del 2012, sono di fatto dei video-concerti in cui la ricercatezza dei testi e degli arrangiamenti musicali  è arricchita dalla potenziale emotività generata dalle immagini.

Sale Chiodato ha pubblicato nel 2012 un CD dal titolo “Troppo vero e sincero per finire”. È stato inoltre appena pubblicato il secondo lavoro con 15 tracce titolato “Brave Cane”. Come viene spiegato nella seconda pagina del libretto che accompagna in maniera elegante il cd “ il bizzarro titolo, è solo, senza pretese ma con un pizzico di orgoglio residuale, un’apoteosi dell’aquilanità per un disco che è in sé un omaggio alla città da cui i musicisti del gruppo non sono riusciti ad immunizzarsi, loro malgrado e nonostante tutto. Brave Cane, declinato con desinenza più urbana del sovrurbano Bravo Cane o del paleourbano Cave Canem, o, addirittura, ma non se ne parli neanche, dell’internazionale “Breiv Chein” (pronunciare così, all’inglese) assume un senso nuovo sincretico: bestie brave, nobili e coraggiose ma da non esagerarci e da trattare con cautela. È un omaggio alla città e ai suoi abitanti questo lavoro. Alla sofferenza che essi hanno vissuto nel periodo post-bellico: intendiamo la guerra del 2009, del 6 Aprile 2009. È inevitabile, dunque, che il disco sia pervaso da atmosfere malinconiche, ma non mancano ironia, allegria, amore; manca, invece, cosa non da poco, la disperazione”.

L’Aquila e l’Abruzzo (montano e costiero), con le loro bellezze artistiche e paesaggistiche, sono le location delle storie che accompagneranno i brani nei concerti di presentazione di questo nuovo lavoro, a testimonianza dell’orgoglioso amore che i Sale Chiodato nutrono per le loro origini ed il loro territorio. Nel Cd spiccano la particolare ricercatezza dei testi e gli arrangiamenti musicali, questa volta impreziositi anche dalla presenza di un quartetto d’archi.

Testo, spartito, voce e animazione della mia Canzone per L’Aquila, così come proposta in questo apporto multimediale per ZRAlt!, vanno inquadrati, perciò, all’interno della “cornice creativa” di Sale Chiodato.

Reportage (di Renato Di Bartolomeo)

Questo slideshow richiede JavaScript.



Lascia un commento