EDITORIALE

Venti marzo duemila quattordici: meno uno. Un solo giorno manca al countdown del ritornante sorpasso di stagione. Se sarà possibile lasciarsi alle spalle l’inverno meteorologico spalancando porte e finestre all’incipiente primavera, non altrettanto potrà dirsi per la galoppante ibernazione sociale su scala nazionale e internazionale.

Catastrofi su catastrofi continuano ad accumularsi in ogni angolo del pianeta, del tutto incuranti dei lutti, dolori e disperazioni elargite a piene mani. Non solo dalla Natura matrigna.

È innanzitutto l’indiscusso trionfo dell’homo demens sull’homo sapiens, con conseguenti ricadute negative sulle fasce più deboli della popolazione nei Paesi più evoluti economicamente o su intere nazioni con gli abitanti inchiodati ai margini d’una miserrima sopravvivenza, a sconvolgere ulteriormente i magri destini di miliardi e miliardi di non-Esseri-umani ridotti a larve.

Su un orizzonte esistenziale così deprimente, hanno fatto il loro ingresso, nei tempi più recenti della ricerca scientifica, due nuove categorie concettuali strettamente correlate: caos e complessità.

Chi ha avuto la sventura di vivere sulla propria pelle questo o quel disastro, sa molto bene di cosa stiamo parlando senza la necessità di ricorrere all’ausilio delle tante formule matematiche escogitate dagli scienziati per scrutare le leggi nascoste che s’annidano sotto quel temibile binomio. Leggi che da reversibili e deterministiche sono diventate, con l’indubbio evolversi della conoscenza, sempre più irreversibili (la freccia del tempo nell’universo in espansione può andare solo avanti, come ci hanno insegnato Ilya Prigogine e Isabelle Stengers) e probabilistiche.

Nella martoriata città dell’Aquila sconvolta dal terremoto delle 3.32 di cinque anni fa, non avendo le istituzioni (sempre e solo con l’ipermeritata i minuscola) saputo gestire la “complessità postsismica”, il disordinato avvento del “caos per il caos” ha fatto sinora piazza pulita della speranza di ri/nascita di un’intera comunità: caos urbanistico, sociale, psicologico, economico e, via di questo passo…

Nonostante lo sconfortante scenario ZRAlt! continua la sua esplorazione nei meandri di una taumaturgica creatività, confidando nella validità di una constatazione essenziale: “La cultura è profondamente storica, intessuta di racconti relativi al passato, è memoria degli eventi che l’hanno segnata e ricreazione continua di questi eventi, delle possibilità che essi aprono” (Prigogine-Stengers, di nuovo).

Le due polarità della “ricreazione continua di questi eventi” ri/narrati nel n. 3 di ZRAlt!, possono essere rintracciate negli articoli di Pino Bertelli e di Luciano Romoli. Nel profondo Sud catastrofico delle ingiustizie e dello sfruttamento di quella che fu la “marxiana forza lavoro”, si situano testo e reportage fotografico – del primo – ne La cava di pietre di Ouagadougou (Burkina Faso); nel galattico Nord della ricerca scientifico-estetica s’agitano, tra gli altri, i buliminici buchi neri del secondo nell’articolo Catastrofi, buchi neri e creatività. La Videointervista a Zygmunt Bauman di Antonio Picariello ad uno dei massimi pensatori contemporanei, arricchita dall’apporto multimediale del suo integrale intervento al modenese “Festival Filosofia”, fa il punto sulle “paure liquide” pervadenti la società contemporanea. Alcune microstorie creative verificatesi recentemente nel territorio sconquassato alle fatidiche 3.32, s’intrecciano poi nei testi, foto e video firmati da Antonio Gasbarrini (La creatività sismica aquilana: un riannodabile filo rosso spezzato), Eutizio Crudele (Mura di sapere) e Carlo Nannicola (Ettore Spalletti: finalmente una bella giornata all’Accademia di Belle Arti!). Sul versante più squisitamente letterario si attestano, infine, la scrittura “entropizzata” nei due racconti inediti inclusi ne L’implosione della scrittura creativa di Marcello Gallucci, e nel tagliente “elzeviro” Piovono schiere di eroi negativi di Giancarlo De Amicis.

INDICE BINARIO *

Fotografia
Sulla cava di pietre di Ouagadougou (Burkina Faso) di Pino Bertelli
1 portfolio

Pittura scultura installazioni performances
La creatività sismica aquilana: un riannodabile filo rosso spezzato di Antonio Gasbarrini
1 reportage + 1 catalogo

Letteratura
L’implosione della scrittura creativa di Marcello Gallucci
2 filmati

Chronica
Le catastrofi & le paure liquide: videointervista a Zygmunt Bauman di Antonio Picariello
(Modena 13-15 settembre 2013: “Festival della Filosofia”)
2 video
Ettore Spalletti: finalmente una bella giornata all’Accademia di Belle Arti! di Carlo Nannicola
(L’Aquila, Accademia di Belle Arti, 18/2/2014)
1 video + 1 reportage

Arte & Scienza
Catastrofe, buchi neri e creatività di Luciano Romoli
Slides + 1 video

Scuola
Mura di sapere di Eutizio Crudele
2 reportage

“Elzeviro”
Piovono schiere di eroi negativi di Giancarlo De Amicis
Slides

Per gli apporti multimediali al n. 3 di ZRAlt! (inverno 2013/14) si ringraziano, tra gli altri, Pino Bertelli, Luciano Romoli, Carlo Nannicola, www.laquila99.tv

ALCUNI  TITOLI DEL PROSSIMO NUMERO DI ZRAlt!

Pino Bertelli Omaggio a Don Andrea Gallo
Antonio Del Guercio L’opera d’arte come singolarità catastrofica
Gianni Fontana Questione di scarti
Antonio Gasbarrini Un universo in ri/costruzione
Lucia Piccirilli Giuseppe Scalarini: il segno cancellato



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