EDITORIALE

In questo secondo numero di ZRAlt! facciamo subito parlare il “più grande poeta di tutti i tempi”, Albert Einstein, il quale da par suo, continua ad illuminarci sul fecondo rapporto crisi / creatività, perfettamente aderente alla filosofia di fondo della rivista:

“Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. È nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera se stesso senza essere ‘superato’. […] Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito.È nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla” (da Il mondo come io lo vedo).

Non avrebbe mai immaginato Einstein, che quelle sue riflessioni datate 1931, prima cioè delle inenarrabili aberrazioni naziste che lo obbligheranno ad emigrare un paio d’anni dopo negli USA, mal si conciliavano con la terrifica “realtà cadaverica” della Shoah o con gli altri milioni e milioni di cittadini europei massacrati nella Seconda guerra mondiale.

Eppure…. eppure la benedetta parola Pace in quella stessa Europa insanguinata ha riconquistato piano piano la sua legittimazione, mentre l’einsteiniana “crisi” si riappropriava delle sue normali sembianze etimologiche greche (Krisis, ovvero separo, decido).

All’interno di questa illuministica cornice, anche ZRAlt! si propone nel suo piccolo come a-temeraria sfida di un potenziale rinnovamento editoriale nel già fitto panorama nazionale e internazionale delle riviste online, con la sua nomade mini-redazione nella non-più-città dell’Aquila dove anche collegarsi semplicemente ad Internet può diventare un insormontabile problema.

Nell’editoriale del primo numero si chiarivano le motivazioni ed i contenuti di una rivista monotematica incentrata su “Catastrofe & Creatività”.

Ma, ogni catastrofe implica una crisi esistenziale (individuale e collettiva) ed entrambe –  come ha scritto lucidamente Einstein –  altro non sono che il propellente di una  indomita e indomabile creatività che con il suo linfatico apporto può rigenerare tutte le essiccate radici utopiche di una “umanità altra” viepiù schiacciata dall’opprimente peso d’intollerabili ingiustizie.

Creatività antagonista frapposta alla furia devastatrice di ogni sciagura, non solo causata dalla Natura, ma da “menti umane malate” che dal marxista sfruttamento dell’uomo sull’uomo, sono passate nell’era globalizzante della ricchezza concentrata nelle mani sporche dell’1% della popolazione (mimetizzate prevalentemente dai guanti bianchi delle multinazionali), alla sistematica rapina quotidiana del restante 99 %.

I frammenti d’una galoppante ingiustizia planetaria possono ritrovarsi, in questo numero di ZRAlt!, nell’articolo di Pino Bertelli (Sulla guerra del Mali) documentato con il portfolio di straordinarie foto da lui scattate in un campo profughi nel 2012, autentiche icone capaci di restituirci tutta l’integra Bellezza dell’etnia Tuareg.

Che il salvifico tema della Pace non sia affatto archiviato, lo dimostra Disastri naturali: G8 e G20 scritto a quattro mani da Sekiguchi Toyoshige e Pina Calì, in cui emerge a tutto tondo la mite figura del monaco buddista coautore dell’articolo, il quale dal Giappone intraprende i suoi solitari viaggi per poi invocare, marciando nelle sedi dei G8 e G20 (con la salmodiante preghiera e con gli immancabili tamburello e “mini-dazebao), lo Stop al nucleare.

Sul versante dell’arte, la rassegna La deriva debordiana alle 99 Cannelle ideata e curata da Antonio Gasbarrini nel primo anniversario del sisma (6 aprile 2010), certifica la possibilità estetica di seminare ancora la Bellezza a piene mani, là dove macerie su macerie e medioevali cannelle essiccate lascerebbero intravvedere solamente gli spettrali aspetti di ogni distruzione..

Nelle due speculari proposte testuali e video Catastrofi naturali, cinema e effetti speciali di Gabriele Lucci e Post Scriptum (un docufilm dei giovani aquilani Stefano Ianni e Francesco Paolucci) è possibile percepire la sottesa dialettica delle finzioni filmiche ispirate alle catastrofi naturali e la contrapposta ostica durezza d’una desertificata città evacuata prima, e, ingabbiata poi con gli scheletriti puntellamenti.

Più connessi a tematiche tese a riflessioni d’ordine culturale sono i due articoli Massimo Cacciari demiurgo di Walter Tortoreto e Il pendolo di Charpy di Anna Maria Giancarli, scaturiti direttamente da incontri pubblici (L’Aquila e Roma, rispettivamente).

La seconda e ultima parte del densissimo saggio La percezione mediatica delle catastrofi di Giuseppe Siano analizza, infine, in modo originale e sotto le lenti d’ingrandimento dell’innovativa Teoria dell’informazione, le nuove modalità percettive in atto con la rivoluzione internettiana

INDICE BINARIO *

Fotografia
Sulla guerra del Mali di Pino Bertelli
1 portfolio

Pittura scultura installazioni performaces
La deriva debordiana alle 99 Cannelle di Antonio Gasbarrini
1 portfolio + 3 reportage

Saggistica
La percezione mediatica delle catastrofi (II parte) di Giuseppe Siano
2 reportage

Cinematografia
Catastrofi naturali, cinema ed effetti speciali di Gabriele Lucci
1 reportage + 3 trailer

Docufilm
Post scriptum di Stefano Ianni e Francesco Paolucci
1 docufilm

Chronica
Massimo Cacciari demiurgo di Walter Tortoreto
(L’Aquila 22 luglio 2013: “Recuperiamo la Bellezza”)
1 reportage + 1 video

Il pendolo di Charpy di Anna Maria Giancarli
(Roma 22 ottobre 2013: “La cultura e gli italiani oggi”)
1 portfolio + 2 video

Disastri naturali: G8 e G20 di  Sekiguchi ToyoshigePina Calì
Vari video e reportages + links testuali

Per gli apporti multimediali al n. 2 di ZRAlt! (autunno 2013) si ringraziano, tra gli altri, Stefano Ianni, Francesco Paolucci e Carlo Nannicola.

ALCUNI  TITOLI DEL PROSSIMO NUMERO DI ZRAlt!

Antonio Picariello   Videointervista a Zygmunt Bauman
Pino Bertelli   La cava di pietra di Ouagadougou (Burkina Faso)
Antonio Gasbarrini   La creatività sismica aquilana: un riannodabile filo rosso spezzato
Marcello Gallucci   L’implosione della scrittura creativa
Giancarlo De Amicis  La postcatastrofe e lo schoc civico-urbano



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