EDITORIALE

Anche questa volta ce l’abbiamo fatta a girare la pagina del V anno di vita di ZRAlt! per inoltrarci in quella del VI. Le difficoltà già incontrate e quelle che verranno per continuare a garantire la sua messa on line trimestrale, non ci spaventano. Le affronteremo e le supereremo di volta in volta come abbiamo fatto sino ad oggi. Contando esclusivamente sulle nostre resilienti energie e quelle empatiche delle decine e decine di collaboratori che ne hanno garantito la sua indovinata struttura grafica e contenutistica per quanto riguarda le problematiche affrontate e proposte ai crescenti lettori all’insegna di una costante interdisciplinarità soggiacente alla sua monotematica parola d’ordine “Catastrofe&Creatività”.

E, mentre sul malridotto pianeta terra le catastrofi naturali si limitano ad aggravare quelle preesistenti a livello sociale-umanitario, la creatività antagonista sempre pronta a contrapporsi ad ogni abuso del Potere (dai risvolti vieppiù fascistizzani, tirannici e dittatoriali) non arretrerà di un millimetro. Contrapponendo alle fake news ed alle thrue news (le seconde, anche se possono sembrare un ossimoro, non sono meno velenose delle prime) della montante manipolazione mediatica, la rivoluzionaria Verità inglobata nelle variegate espressioni della Cultura (anch’essa con la maiuscola). Cultura che proprio nel nostro irriconoscibile Paese attualmente a guida populista  giallo-verde, rischia di sprofondare una volta per tutte tra i miasmi anti-illuministici e antidemocratici. Gli addetti ai lavori in questo vitale settore dell’identitaria tenuta sociale che nulla ha da spartire con una goffa ed antistorica “italianità”, sono i primi a patire –  sopratutto dal punto di vista retributivo e occupazionale –  le scellerate scelte di una crescente riduzione delle risorse finanziarie attuata dai governi succedutisi negli ultimi due decenni. Scelta che ha impoverito anche il background professionale di Soprintendenti, archivisti, bibliotecari, storici, archeologi e via di questo passo, per non parlare poi dei marginalizzati docenti e insegnanti operanti in un degradato sistema scolastico. Proprio in questo vitale settore potenzialmente proiettabile in un più roseo futuro da parte delle nuove generazioni, si sono registrati, tra l’altro, abusi e distorsioni di ogni genere, a cominciare dalla costruzione di edifici scolastici malsicuri o inagibili a causa della loro inadeguatezza strutturale ad affrontare il cosiddetto rischio sismico (L’Aquila terremotata ne è un plastico esempio, con gli studenti di un liceo cittadino che a dieci anni dal sisma sono stati “dispersi” in ben nove distinti plessi scolastici).

Niente, purtroppo, ha insegnato la strage degli innocenti avvenuta nel 2002  a S. Giuliano di Puglia dove 27 scolari ed una maestra persero la vita nel crollo della scuola elementare “Jovine” .

Chi voglia approfondire come sia stato affrontato da ZRAlt! questa dolorosa tragedia mettendo in risalto l’antagonista, rammemorante creatività, può riandare al suo numero 12 della primavera 2016 e leggere il testo “Un Museo Multimediale della Memoria per le ali trafitte a S. Giuliano di Puglia” di Antonio Picariello, arricchito con slides e video: tre convergenti modalità di percezione multimediale non solo visiva (scrittura inclusa), ma sopratutto emotiva

http://zralt.angelus-novus.it/zralt-n-12-primavera-2016/un-museo-multimediale-della-memoria-per-le-ali-trafitte-a-s-giuliano-di-puglia/#more-3423)

Quella stessa emozione che solo una rivitalizzata memoria può ravvivare dopo ogni rimozione freudiana del lutto. Ma l’Arte e la Cultura (ah!, queste maiuscole) sono, e sempre più “dovrebbero essere”, contemporanee alle tante, troppe contraddizioni  sociali del proprio tempo, mettendone a nudo i cardini economico-finanziari che hanno consentito ad una nettissima minoranza di umani di detenere nelle loro mani sporche gran parte delle risorse naturali disponibili, a cominciare dalle sfrontate, visibilissime multinazionali. Ovviamente, il linguaggio estetico che dovrebbe  sottendere sempre l’inseguimento di una fuggitiva Bellezza, non deve ridursi ad assumere le soluzioni formali di un pamphlet (sia esso anche visivo). Piuttosto, quello di una guerriglia continua alle mostruose sembianze di volta in volta assunte da un sanguinario ed ottuso Potere, utilizzando le pacifiche armi di una rigeneratrice  creatività.

Creatività che anche in questo XXI numero di ZRAlt! affiora con la consueta discrezione sulla superficie delle sue eteree pagine multimediali con  articoli e saggi degni, secondo noi, di un minimo di attenzione.

A cominciare dal testo Liu-Xia: sulla fotografia dei diritti umani di Pino Bertelli in cui è ripercorso il calvario esistenziale della mirabile coppia  Liu-Xia / Liu-Xiabo vessata non solo psicologicamente dalle autorità cinesi con l’incarceramento o gli arresti domiciliari. Liu-Xiabo, già premio Nobel per la pace nel 2010, morrà in un letto d’ospedale concesso all’ultimo momento non già per pietà ma per semplice opportunismo di facciata, mentre Liu-Xia è riuscita ad ottenere il visto di espatrio per la Germania solo alcuni mesi fa. Un tema scabroso il loro, da proporre con le pinze, come ha ben saputo fare Bertelli, tra i primi a denunciare la violazione dei basilari diritti umani del “dissenso” in un convegno tenutosi a Napoli nel 2013, proiettando e commentando le crude foto di Liu-Xia sulla indicibile violenza subita dai due: “La fotografia dei diritti umani o dell’esistenza di Liu Xia (Pechino 1959) comincia con il riconoscimento della ragione di fronte alla realtà ferita a morte… opera uno spaesamento estetico ed etico dell’immagine fotografica e restituisce la percezione della dignità dove è stata schiacciata… il diritto alla dignità è inviolabile, non è negoziabile, non ha prezzo, su di essa lo Stato non ha nessun potere (se non quello di reprimerla)”.

Sotto lo stesso cielo della rivolta libertaria di un singolo che dona la propria vita a nome  e per conto di un intero strato sociale storicamente emarginato sotto la dittatura fascista qual è stato quello dei “cafoni marsicani”, può essere incluso Trascrivere in un murales l’intero romanzo siloniano diFontamara” di Antonio Gasbarrini. Non è stato tanto il guinnes dei primati in fatto di street art potenzialmente conseguito nel paesino di Aielli da Alleg e le tags Sbrama e Ema Jones che hanno catapultato l’intero capolavoro d’Ignazio Silone su un muro, quanto aver ribaltato il principale canone operativo dell’arte di strada basato sulla velocità, in una lenta, lentissima, sacrale trascrizione –  da Codice miniato –  dei singoli caratteri tipografici del romanzo graficizzati sulla parete con un pennello sulla scia di una voce recitante.

Se nel murales l’arte letteraria s’incrocia e si fonde con quella visiva, in Pêle-Mêle (Racconto ellittico e denarrativo) di Marco Palladini, la scrittura è creativamente alimentata dall’inserimento interstestuale e multimediale di una decina di links musicali a youtube. Così il personaggio principale del racconto, lo scrittore Silvio Choceo, guidando On the road la sua Opel Adam Rock, rimugina sulle abortite utopie della Beat Generation confrontandole con la balorda realtà da cui è assediato. Sarà la sua inseparabile compagna di viaggio, la salvifica colonna sonora con tanto di play list di un jukebox ad aiutarlo a trovare qualche praticabile via di scampo: “Occorre curare il passato, che è all’origine di gran parte delle psicopatologie del presente, dove la smemoria domina incontrastata, con grande godimento e gradimento del Potere che non ha colore, però ha un preciso odore: quello della merda!”.

Profondamente immerso negli intricati ed intriganti percorsi dell’Avanguardia storica e neo, Ermanno Senatore in Cyberdada, art culture and society pone martellanti domande su cosa sia (era, anzi fu) l’arte d’avanguardia scaduta in un’anemica a/narte dominata da un acefalo mercato e da artisti ammaliati dall’esclusivo conseguimento della celebrità a tutti i costi (leggi jeff koons, con tutte le sminuenti lettere minuscole). Si chiede e ci chiede l’artista-Senatore autore del bel video interstestuale 3 Insinuazioni:”Come passare dal “soggettivo egocentrico” dell’artista protagonista (uomo dio, onnisciente) al ‘collettivo”della creatività diffusa?”

Una risposta convincente, per mantenere alta la “guardia neo-avanguardista”, sembra essere quella di una cooperazione interdisciplinare tra vari soggetti operanti nell’ambito della creatività, come ben suggerisce Flussi (Licia Galizia, Michelangelo Lupone, Laura Bianchini) di Isabella Indolfi.

Un efficace testo, il suo, steso per la mostra omonima tenuta da Licia Galizia in una galleria romana, con l’apporto musicale-ambientale interagente con le singole, aggettanti opere-onde. Evocanti, ora, una baumanniana Arte liquida in cui pittura, scultura e musica perdono le loro specificità linguistiche a tutto vantaggio di una rinnovata e rinnovabile percezione fruitiva tendente, tra l’altro, ad una più coinvolgente fusione sinestetica tra opera, ambiente e fruitore.

Marco Fioramanti, con il testo Dal “Be Hippy” al “Be yourselfie”. Pop Revolution, ripercorre in modo efficace la genesi culturale ed artistica della Pop Art, soffermandosi in modo particolare, oltre che su Andy Warhol, su un’altra figura di primo piano della Pop Art: quell’Anton Perich inventore della “Macchina per dipingere” (Painting machine) – tanto invidiata da Warhol –, nonché fondatore della rivista glamour NIGHT. Del tutto originale poi, il suo accostamento tra gli attuali social media e la primogenitura Pop della “Likability” (piaccio, quindi sono..): “Come per la Pop Art, il successo è dato dalla “likability”, la capacità di riscuotere consensi e di quantizzarli. Il numero dei “like” accresce la tua autostima all’interno della Community, una Factory globalizzata”.

Meno conosciuta, ma non per questo meno interessante in ambito estetico-scientifico, è la pratica creativa della fotografia stereostopica, così come ce la ripropone Roberto Soldati con Il tempo allo specchio. Ovvero come convertire la visione del cosmo da 2 a 3 D stereo. Ma, questa conversione, con quali modalità avviene? Ecco i chiarimenti dell’autore: “La trasformazione da 2D a 3D di un’immagine richiede, da parte dell’artista, una profonda conoscenza del fenomeno psico-percettivo legato alla stereoscopia per poter modellare un dipinto o un astro trasformandolo in una vera e propria scultura con un forte “effetto volume” senza mai alterarne i colori e la sostanza originali. Il processo di stereo-conversione è una vera e propria partita a scacchi sleale col cervello”.

Antonio Picariello, infine, con il suo intrigante titolo François Truffaut – “Le gambe delle donne sono compassi che misurano il mondo”. La geografia è tutto ci porta con mano nei perduti lidi di una infranta Bellezza declinabile al femminile. Lidi terrestri e spaziali in cui è possibile camminare-volare per tuffarsi e alchemicamente fondersi, come ha fatto Truffaut con il cinema, dentro:“Un crogiuolo di bellezze antiche e future concentrate nella camminata di una donna che misura il mondo”.

Buona lettura/visione.

 

INDICE BINARIO

Fotografia

LIU XIA: Sulla fotografia dei diritti umani di Pino Bertelli
1 portfolio + 1 video 

Il tempo allo specchio di Roberto Soldati
3 video 

Letteratura

Pêle-Mêle (Racconto ellittico e denarrativo) di Marco Palladini
10 video 

Arte

Cyberdada: Art-culture and society di Ermanno Senatore
1 video

Dal “Be Hippy” al “Be yourselfie”. Pop Revolution Art di Marco Fioramanti
slides

Flussi (Licia Galizia, Michelangelo Lupone e Laura Bianchini) di Isabella Indolfi
1 portfolio

Trascrivere in un murales l’intero romanzo siloniano di “Fontamara” di Antonio Gasbarrini
1 reportage

François Truffaut – “Le gambe delle donne sono compassi che misurano il mondo”. La geografia è tutto di Antonio Picariello
1 portfolio

Per gli apporti multimediali al n. 21 di ZRAlt! (estate 2018) si ringraziano, tra gli altri, Pino Bertelli, Antonio Gasbarrini, Roberto Soldati, Marco Palladini, Ermanno Senatore, Marco Fioramanti, Licia Galizia, Antonio Picariello

ALCUNI  TITOLI DEL PROSSIMO NUMERO DI ZRAlt!

Pino Bertelli  Danilo De Marco. Sulla fotografia di resistenza e insubordinazione

Antonio Gasbarrini  Marcello Mariani: la riscoperta creativa di un genius loci

Gianni Fontana  ArrigoLora Totino, verbotettore e mimo declamatore, nel vortice del gioco entropico

Eva Rachele Grassi Di-vag-actions d’un trans-scribe au comptoir quantique

Giuseppe Siano Prolegomeni a un’arte dell’informazione

Anna Maria Giancarli Risonanze poetiche nella città trasfigurata 

Antonio Picariello  Il tempo delle arti. Ciclico, industriale, informatico. Wiva “Don Quijote”

Liliana Biondi Il poeta dissidente cinese in esilio Yang Lian ospite d’onore al Premio letterario “Laudomia Bonanni”