EDITORIALE

Eccoci ancora qui, su queste invisibili onde elettromagnetiche veicolanti – alla velocità della luce, e cioè circa 300.000 chilometri al secondo – le briose, ma non per questo superficiali pagine multimediali del n. 22 di ZRAlt!. Proiettate sempre “En avant!” come amava perentoriamente affermare il giovane poeta di Charville, adeguando la loro presenza ai fermenti più significativi del continuo farsi e disfarsi di una Cultura con la C maiuscola. Cultura resistente / resiliente agli improvvidi attacchi qualunquistici e neo-fascisti provenienti dai rozzi, malati cervelli di pseudo sovranisti dell’ultima ora, attacchi anch’essi trasportati dalle avvelenate onde elettromagnetiche dei social. Sicché, per tutte le donne e gli uomini di buona volontà, è possibile effettuare un confronto sincronico tra le fake news tese a diffondere l’antiumanistico Verbo razzista-xenofobo alimentato dal facinoroso odio scagliato nei confronti di migranti provenienti da terre desolate ed insanguinate (Africa, ma anche America latina) e la liberante – liberatoria attività creativa dei collaboratori di ZRAlt!. Una creatività il cui basso continuo è da ravvisare in una indomita ricerca ove la lingua pura e viva dell’Arte, in tutte le sue declinazioni – possibilmente interdisciplinari – consenta una salubre tregua ad uno spirito e ad un pensiero “poetanti”.

Già. Proprio l’augurato avvento di una steineriana “Poesia del pensiero” potrà ribaltare la miope visione egocentrica e “suprematista” di una stolta pseudo razza bianca posta al di sopra delle altre, con la nera relegata negli infimi gradini di esseri viventi appartenenti ad una subspecie. (Grande Malevich: gli abusivi suprematisti statunitensi si sono appropriati del lessico del tuo stilema astratto, il Suprematismo, appunto, per rivendicare la loro superiorità genetica, mentre nei due dei tuoi tanti capolavori realizzati oltre un secolo fa – il “Quadrato nero” e il “Quadrato bianco su sfondo bianco” – l’astraente Bellezza monocroma di una pelle pittorica intercambiabile, ne certificano l’assoluta uguaglianza estetica).

Quella stessa Bellezza risucchiata ora dalla mediatica pacchianeria di volgari marionette poste o autopostesi ai vertici di questo o quello Stato, le quali, con la ferocia non solo verbale che le contraddistingue, cercano di soffocare le voci dissenzienti/resistenti/resilienti. Non a caso oltre mille giornalisti ed attivisti per l’affermazione di basilari diritti umani, sono stati assassinati nei tempi più recenti. Ma, come ci insegna Steiner, nelle righe finali del suo calamitante libro, di fronte all’imperante anti-umanesimo in buona parte confluito sui social, si può sempre reagire: «Da qualche parte un cantore ribelle, un filosofo ebbro di solitudine dirà:”No”».

Ed ecco, in rapida sintesi, i corali NO (“Non in mio nome” ha tuonato recentemente la stentorea, sapiente voce di Andrea Camilleri – rinato ed indomito Tiresia – a proposito degli sgomberi di 500 immigrati perfettamente inseriti al Cara di Castelnuovo, nonché della chiusura dei porti) rintracciabili nei testi proposti.

A cominciare dall’appassionata e tagliente scrittura di Pino Bertelli in Danilo De Marco. Sulla fotografia di resistenza e insubordinazione. Nel suo testo, la netta distinzione tra la non-fotografia patinata, “spettacolare e marcatale” di acclamate star del settore e scarne immagini in bianco e nero di Danilo De Marco, costituisce il divisivo crinale tra arte e non-arte: «Nella fotografia di De Marco coscienza e vita fuoriescono da una costruzione antropologica dell’immagine e vanno a modificare la percezione, nella figurazione e nella memoria, di quanti almeno si pongono come eterni ribelli contro tutto ciò che è reale… una fotografia del dissidio, dunque, mai comunque gridata o pervasa da insegnamenti eloquenti o persuasivi che, come sappiamo, sono falsi… un fotografo, come ogni uomo, è preda delle proprie menzogne o padrone delle proprie verità.»

Antonio Gasbarrini, con Marcello Mariani: la riscoperta creativa di un genius loci rende in un certo qual modo Omaggio ad un artista aquilano, recentemente scomparso, che nella sua ricerca ha ben saputo coniugare il suo vissuto local nella medioevale città-Musa dell’Aquila, con quello glocal della cultura europea ed aborigena. Un sincretismo linguistico il suo, ben apprezzato, anche a livello internazionale, come hanno certificato le scorse mostre antologiche romane curate dal critico d’arte Gabriele Simongini.

Rapsodia dell’umanesimo, di Francesco Correggia, affronta lo scadimento del relazionale “linguaggio umano”, ora mediaticamente stravolto, rispetto anche al più recente passato, dagli interessi di parte, a cominciare dalle multinazionali, entità funzionali all’affermazione di un consumismo fine a se stesso. Tutt’altra cosa sono, per l’autore, l’umanesimo e l’essere: «L’essere si dona all’altro come linguaggio, come parola di verità. Come casa dell’essere è il linguaggio che prende in consegna la storia dell’umano. Scrive Jaspers, nel senso del nostro finito essere umano noi cerchiamo due cose: l’unità che rende liberi, intatta, trascendente, e il linguaggio infinito della sua finitezza».

Proprio la declinazione poetico-creativa del linguaggio mediato dalla qualità di una scrittura che sa farsi Verbo, portatrice cioè di Verità, sono i testi Arrigo Lora Totino, verbotettore e mimo declamatore, nel vortice del gioco entropico. di Gianni Fontana, Di-vag-actions d’un trans-scribe au comptoir quantique di Eva Rachele Grassi, Per lingue di luna di Marcello Carlino e Il poeta dissidente cinese in esilio Yang Lian ospite d’onore al Premio letterario “Laudomia Bonanni” di Liliana Biondi.

Gianni Fontana, sa restituirci con la sua spumeggiante prosa, la figura a tutto tondo di uno dei principali protagonisti della poesia visivo-sonora («Arrigo Lora Totino, sempre più impegnato in ricerche sulle interrelazioni tra poesia visuale e fonica, tra linguaggi plastico-figurale e gesto, arriva ben presto a concepire la poesia sonora come vero e proprio spettacolo»).

Eva Rachele Grassi, ancora, sperimenta, sempre secondo un portato avanguardistico, tutte le potenzialità espressive di una parola e di una sintassi agganciate, nel loro continuo farsi e dis/farsi, alle probabilistiche sembianze assumibili da una “realtà quantica” vieppiù imprendibile nella sua evanescenza di un vuoto fisico e microfisico popolato da particelle energetiche virtuali.

Da ottimo critico militante che sa ben districarsi nei tanti vertiginosi meandri della letteratura contemporanea, Marcello Carlino ci conduce con mano “nei” e “tra” i versi della poeta Anna Maria Giancarli snodati nel libro A reazione poetica: «Sul versante di una sua inclinazione avanguardistica si rinvengono pure, frattanto, le tracce della sinestesia chiamata ad un lavoro sperimentale».

Poesia e dissidenza, costante e storicizzata “coppia di fatto” nei regimi dittatoriali o antidemocratici che dir si voglia, rivivono, con la chiara esegesi della Biondi, nei versi di Yang Lian il quale ha tra l’altro scritto “ad hoc” Un chicco d’uva sprofondato nella terra dedicato ai terremotati dell’Aquila del 2009., su ZRAlt! riproposta sia nell’originale lingua cinese che nella sua traduzione.

Giuseppe Siano, infine, con Prolegomeni a un’arte dell’informazione, fa il punto sulla radicale trasformazione in atto nella riformulazione teorico-semantica di una rivoluzionaria “estetica dell’informazione”, in quanto si sta configurando «un nuovo metodo di organizzazione del racconto, sia esso scientifico, filosofico o artistico».

 

INDICE BINARIO 

Fotografia

Danilo De Marco. Sulla fotografia di resistenza e insubordinazione di Pino Bertelli
1 portfolio

Arte

Marcello Mariani: la riscoperta creativa di un genius loci di Antonio Gasbarrini
1 portfolio + 1 video + slides 

Letteratura

Arrigo Lora Totino, verbotettore e mimo declamatore… di Gianni Fontana
1 portfolio + 1 video

Di-vag-actions d’un trans-scribe au comptoir quantique di Eva Rachele Grassi
1 video

Per lingue di luna di Marcello Carlino
1 portfolio 

Il poeta dissidente cinese in esilio Yang Lian di Liliana Biondi
Slides 

Saggistica

Rapsodia dell’umanesimo di Francesco Correggia
Slides

Prolegomeni a un’arte dell’informazione di Giuseppe Siano
Slides

ALCUNI  TITOLI DEL PROSSIMO NUMERO DI ZRAlt!

Pino Bertelli  James Natchwey. Sulla fotografia del dolore e le lacrime dei vinti

Antonio Gasbarrini  L’eclisse totale dell’arte d’avanguardia?

Gianni Fontana Dalla maison poétique alla poesia totale. L’utopia concreta di Adriano Spatola

Roberta Semeraro  The Library for L’Aquila by Linda Karshan

Luigi Fabio Mastropietro Con gli occhi di Amal

Antonio Picariello Il tempo delle arti. Ciclico, industriale, informatico. Wiva “Don Quijote”

Jörg Christoph Grünert  Arte e Natura