UN MUSEO MULTIMEDIALE DELLA MEMORIA PER LE ALI TRAFITTE A S. GIULIANO DI PUGLIA

L’arco che rimane saldo conterrà per sempre la memoria delle frecce che ha scagliato

di Antonio Picariello 

[…] e una donna che aveva al seno un bambino disse: parlaci dei figli. Ed egli rispose: I vostri figli non sono figli vostri… sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita. Nascono per mezzo di voi, ma non da voi. Dimorano con voi, tuttavia non vi appartengono. Potete dar loro il vostro amore, ma non le vostre idee. Potete dare una casa al loro corpo, ma non alla loro anima, perché la loro anima abita la casa dell’avvenire che voi non potete visitare nemmeno nei vostri sogni. Potete sforzarvi di tenere il loro passo, ma non pretendere di renderli simili a voi, perché la vita non torna indietro, né può fermarsi a ieri. Voi siete l’arco dal quale, come frecce vive, i vostri figli sono lanciati in avanti. L’Arciere mira al bersaglio sul sentiero dell’infinito e vi tiene tesi con tutto il suo vigore affinché le sue frecce possano andare veloci e lontane. Lasciatevi tendere con gioia nelle mani dell’Arciere, poiché egli ama in egual misura e le frecce che volano e l’arco che rimane saldo.  

Kahlil Gibran (I vostri figli, dal libro ‘Il Profeta’ pubblicato a New York nel 1923).

«le frecce che volano e l’arco che rimane saldo» è esattamente l’immagine che sintetizza la definizione del Museo Multimediale, della Memoria, del terremoto e della Mail Art a San Giuliano di Puglia (CB).

L’arco che rimane saldo conterrà per sempre la memoria delle frecce che ha scagliato. Succede a volte che le frecce incontrino un centro sismico pari a 5.4 Richter, VIII grado della scala Mercalli e scompaiono nel cosmo. Resta l’arco che racconterà la loro storia, la storia del territorio che li ha generati, la storia degli uomini giusti che sanno il terremoto essere una forza della natura. La storia delle persone non giuste che non conoscono il valore della vita e che credono si possa fare delle città un cumulo di macerie senza memoria.

Slides (a cura di Antonio Picariello)

 

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Un riesame: nel 2002 persero la vita nel crollo della scuola elementare “Jovine” 27 scolari ed una maestra. Comunicato del 31-10-2002 dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia : «Alle 11:32 italiane di oggi 31 ottobre si è verificata una forte scossa di terremoto che ha colpito una vasta zona al confine tra il Molise e la Puglia. Le località più vicine all’epicentro, per alcune delle quali si hanno già notizie di danni ad edifici, sono Santa Croce di Magliano, S. Giuliano di Puglia, Larino (tutti in provincia di Campobasso). La magnitudo dell’evento è stata stimata pari a 5.4 Richter, un valore che comporta effetti fino all’VIII grado della scala Mercalli. La scossa è stata preceduta da alcune scosse nella notte (01:25, 03:27), la più forte delle quali ha avuto magnitudo 3.5. La scossa è stata seguita da numerose repliche, la più forte delle quali è avvenuta alle 14:03 e ha avuto magnitudo 3.7».

Nel 2016 nasce il Museo Multimediale della Memoria del terremoto a San Giuliano di Puglia «perché un popolo senza memoria è un popolo senza futuro», dice il sindaco Luigi Barbieri. Non opere, ma piattaforme multimediali (dalle simulazioni sismiche su edifici scolastici ai dati forniti in diretta dai tre sensori sismici installati a San Giuliano), ma anche Maestro Terremoto.

«Il M3TE fonda le sue origini su una catastrofe umana e naturale. Per non dimenticare, nel museo è istituita una sezione specifica dedicata alla Memoria, al Sisma del 31.10.2002 e all’esperienza della ricostruzione, per progettare edifici sostenibili, sicuri e tecnicamente perfetti. E’ il primo centro culturale italiano nato per “ricordare”, “prevenire” e “intervenire”. E’ un progetto innovativo e unico ideato, voluto e patrocinato da cittadini, associazioni ed istituzioni del territorio di San Giuliano di Puglia. Non opere ma piattaforme multimediali. Le prime due racconteranno la vita, le tradizioni, i prodotti e le risorse del Molise perché la mancata prevenzione dai georischi fa perdere ricchezze economiche, sociali e culturali. Ci sono altre due piattaforme multimediali che lo spiegano in modo concreto. A San Giuliano abbiamo installato ben 3 sensori sismici, di cui 2 sotto edifici pubblici ed un altro dove esattamente sorgeva la scuola crollata. Questi 3 sensori sono in grado di trasmettere immediatamente dati in tempo reale alla Centrale Operativa della Protezione Civile. Tali dati però arriveranno anche sulla terza piattaforma multimediale del Museo, li vedremo. Sulla quarta piattaforma assisteremo addirittura a simulazioni sismiche su edifici scolastici. Vedremo come risponderebbe in caso di terremoto un edificio scolastico costruito con sistemi tradizionali e come risponderebbe invece un edificio scolastico costruito con isolatori sismici. Maneggiando un touch screen gli studenti che visiteranno il museo, potranno dare vita al loro paesaggio da rispettare, mentre con Maestro Terremoto impareranno a non avere paura del rischio sismico. Un personaggio che ha il corpo umano e la testa di lupo spiega agli studenti il terremoto. Un percorso multimediale per dare importanza agli studi geologici, alla prevenzione, alla ricerca nel rispetto dell’ambiente in cui si vive.

Poi il “Parco della Memoria” nato nel luogo dove c’era la scuola. Un vero Network in ricordo di una generazione, quella del 1996 con le cui ali trafitte non ha potuto vivere più la propria vita. E poi c’è la Mail Art – la grande arte pensa a San Giuliano di Puglia – : “500 artisti nell’arcobaleno degli angeli” ha avuto un riscontro di portata mondiale, alla quale hanno preso parte artisti che hanno voluto dare un messaggio di solidarietà attraverso un gesto d’arte per il piccolo centro molisano colpino dalla tragedia del terremoto. L’evento del 2003 è stato molto sentito e seguito in tutto il Molise per i due mesi di esposizione nel palasport di San Giuliano. Ha rappresentato un modo per rafforzare la volontà di guardare al futuro in modo più sereno, con la ferma volontà di ricostruire attivamente le nostre collettività.

Oggi, a quattordici anni dal terremoto, San Giuliano di Puglia è un “paese nuovo” interamente ricostruito: sono state ricostruite la scuola, le case, le strade, in più il paese si è dotato di un museo innovativo, non solo un luogo fatto per cristallizzare la memoria del tragico evento sismico ma, uno strumento per agire: ricordare, prevenire e intervenire. Il M3TE Museo è una realtà unica basata su un progetto ambizioso, ideato, voluto e patrocinato dalle associazioni e istituzioni del territorio. Attualmente presenta una sala multimediale curata da Studio Azzurro, importante studio di ricerca artistica che si esprime da più di venti anni con l’arte digitale, indaga le possibilità poetiche ed espressive di questi mezzi che così tanto incidono nelle relazioni di questa epoca: attraverso videoambienti, ambienti sensibili e interattivi, performance teatrali e film, Studio Azzurro ha segnato un percorso che è riconosciuto in tutto il mondo.

In quest’ottica di innovazione multimediale anche il patrimonio di Mail Art – la grande arte pensa a San Giuliano di Puglia – “500 artisti nell’arcobaleno degli angeli” potrà evolversi per essere raccontata e fruita mediante l’arte digitale. Un museo del Terremoto fatto di arte e di scienza come una lontana lettera- racconto di Tonino Guerra al sindaco della città:

Signor Sindaco, questa è la Piazza di sempre, insomma questi sono i muri. La vita, invece, col tempo è cambiata. Devo farmi da lontano per arrivare al nocciolo principale dei miei messaggi. So che un tempo qui c’erano campi e orti e poi lo spazio fu chiuso per creare il punto di incontro degli abitanti che fuggivano dal quartiere medievale, in alto. Così tutte le farfalle e anche gli scarabei, le vespe e gli uccelli selvatici scomparvero da questo quadrato di terra ridotto ormai un crocevia di strette di mano, di incontri, di biciclette, di automobili. Ricordo d’aver visto da bambino il vento che ancora alzava la polvere della Piazza Grande, e la neve che d’inverno rigava il cielo con voce morbida, e chiudeva la bocca ai rumori. Allora si stava intorno alla Piazza con la schiena contro i muri o sotto i portici a guardare felici quella festa che univa i corpi. Adesso la meraviglia si è ristretta nei rettangoli delle finestre o è chiusa oltre gli sportelli delle macchine. Chi ci può chiamare a raccolta in Piazza Grande? Quale suono di campane occorre per far godere lo spettacolo a tutti assieme? La neve non è per un uomo solo chiuso nella sua gabbia di paura.

[…] Signor Sindaco, è dal centro di questa Piazza che io continuo a misurare il mio spazio. Anche se vado a Mosca o nella calda Georgia, calcolo le distanze sapendo che i pochi chilometri che ho fatto da ragazzo a piedi o in bicicletta, dalla Piazza al mare, dalla Piazza alle prime colline, sono gli unici che contano. I lunghi voli sono viaggi fermi o mentali. Valgono soltanto i primi chilometri fatti a piedi e anche adesso rifletto a lungo se dalla Piazza devo raggiungere il mare. Più facile decidere di andare all’Equatore o al Polo Nord, perché quelle sono distanze che appartengono alla magia. Dieci chilometri, invece, sono interminabili. La Piazza Grande è il centro di tutti gli spazi che ho avuto in regalo, anche tu Sindaco li hai avuti e anche gli altri. Ecco perché ti prego di affacciarti dal balcone e di guardare a lungo questo rettangolo fondamentale per la tua e le altre vite. Un punto di partenza o di arrivo, un punto di riferimento continuo non può non essere abbandonato, deve sentire la febbre di una tua attenzione continua e precisa. Adesso più di prima, adesso perché il deserto di uomini sta verificandosi dove un tempo la gente si vedeva e si abbracciava. La paura che parte dalla coda velenosa degli scorpioni sta occhieggiando da dietro gli spigoli delle case. Bisogna superare quegli spigoli e tornare a fare gruppo in Piazza. La paura è amica dei televisori e dell’egoismo familiare. Mangiamo carne e immagini e intanto la voce che esce dai meccanismi riempie i silenzi tra uomo e donna, tra genitori e figli. Così bisogna tornare dove la parola è ridata alle nostre bocche e le immagini germogliano nella nostra fantasia.

[…] Caro Sindaco, è ora che tu cominci ad ascoltare le voci che sembrano inutili, bisogna che nel tuo cervello occupato dalle lunghe tubature delle fogne e dai muri delle scuole e dagli ospizi e dall’asfalto e dai ferri e dalle pillole per gli ospedali, bisogna che nel tuo cervello pratico e attento soprattutto ai bisogni materiali, bisogna che entri il ronzio degli insetti. Devi pregare che su questa Piazza arrivino le cicogne o mille ali di farfalle, devi riempire gli occhi di tutti noi di cose che siano l’inizio di un grande sogno, devi gridare che costruiremo le piramidi. Non importa se poi non le costruiremo. Quello che conta è alimentare il desiderio, tirare la nostra anima da tutti i lati come se fosse un lenzuolo dilatabile all’infinito… Ecco che arriva la nuvola di farfalle, ecco che tutti abbandoniamo la sedia di casa e lo stretto cannocchiale delle finestre. Stiamo tornando al centro della Piazza per godere assieme questo spettacolo. I grandi godimenti sono quelli che si provano succhiando dagli altri la meraviglia che esplode. Solo così può rinascere la bella favola del nostro e del tuo paese.

Un museo M3TE combinato al museo della Mail Art per ricordare le parole del Profeta: I vostri figli non sono figli vostri… sono i figli e le figlie della forza stessa della Vita.

Nota redazionale

Si è ritenuto opportuno inserire i video de “La Lunga Marcia per l’Aquila” (giunta alla sua quinta edizione ed organizzata dall’associazione ‘Movimento Tellurico, trekking ecologia e solidarietà’, insieme a Federtrek, Legambiente ed altre numerose associazioni ambientalistiche ed escursionistiche nazionali e locali) per il determinante fatto che è partita da S. Giuliano di Puglia ed è approdata a L’Aquila l’8 luglio in concomitanza del Festival della Partecipazione. Il benvenuto ai marciatori, nel Piazzale di Collemaggio, è stato dato dall’Associazione culturale “Quinta Giusta” insieme ai giovani musicisti della Peppe Millanta & Balkan Bistrò Street Band.



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