Pino Bertelli

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WILHELM BRASSE – IL FOTOGRAFO DI AUSCHWITZ E SULLA FOTOGRAFIA DELLA SHOAH

2020-04-11T14:57:08+01:00ZRAlt! n. 26 – Autunno 2019|

I volti dei bambini, uomini e donne fissati prima della gassificazione… mantengono una disperanza infinita, una sofferenza quasi elegiaca, lo smarrimento di una disumanità estranea alla bellezza del buono, del giusto, del bene comune

di Pino Bertelli

 Un giorno che tornavamo dal lavoro vedemmo tre forche drizzate sul piazzale dell’appello:
tre corvi neri.  Appello. Le S.S. intorno a noi con le mitragliatrici puntate: la tradizionale cerimonia.
Tre condannati incatenati, e fra loro il piccolo Pipel, l’angelo dagli occhi tristi.
Le S.S. sembravano più preoccupate. Più inquiete del solito.
Impiccare un ragazzo davanti a migliaia di spettatori non era un affare da poco…

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MANIFESTO (DECLARATION) FOR A PHOTOGRAPH OF HUMAN RIGHTS, SOCIAL RESISTANCE, CIVIL AND POETIC DISOBEDIENCE OF THE IMAGE

2020-01-23T10:17:13+01:00ZRAlt! n. 25 – Estate 2019|

The Photography of human rights or liberated existence operates an aesthetic and ethical disorientation of the photographic image and returns the perception of freedom where it has been crushed

by Pino Bertelli, Maria Di Pietro, Felisia Toscano

“The right to have rights, or the right of every individual to belong to humanity, should be guaranteed by humanity itself”.                                                                               

                             Hannah Arendt

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JAMES NATCHWEY. SULLA FOTOGRAFIA DEL DOLORE E LE LACRIME DEI VINTI

2019-10-16T20:38:21+01:00ZRAlt! n. 23/24 – Inverno 2018/Primavera 2019|

Le nostre urla in favore della fotografia (e di Sacco e Vanzetti) sono un canto libertario alla fotografia, riconoscere a questo linguaggio straordinario l’autorità che le è propria e la critica radicale della società spettacolare che ne consegue

di Pino Bertelli

“Sì. Penso che, in un certo senso, una foto che mostri il vero volto della guerra sia una foto contro la guerra. Altrimenti credo che sia molto difficile muoversi contro i conflitti avendo visto, nella mia esperienza, come riducono la gente e la società. Quindi, penso che le fotografie che mostrano il vero volto della guerra, in un certo senso, stanno mediando contro l’uso dei conflitti come mezzo per fare politica.

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DANILO DE MARCO. Sulla fotografia di resistenza e insubordinazione

2019-05-01T16:40:54+01:00ZRAlt! n. 22 - Autunno 2018|

Nella fotografia di De Marco coscienza e vita fuoriescono da una costruzione antropologica dell’immagine e vanno a modificare la percezione

di Pino Bertelli

“Provate a essere liberi: morirete di fame.
La società vi tollera soltanto a patto che siate
 successivamente servili e dispotici”.

E.M. Cioran

I. Per una notte di san Bartolomeo della fotografia

Tutto nel mondo accade per finire nelle fotografie (nei film, nei libri, nelle pitture spesso di corte), se non fosse così, nel mondo non succederebbe mai nulla!

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LIU XIA: Sulla fotografia dei diritti umani

2018-11-26T12:33:16+01:00ZRAlt! n. 21 – Estate 2018|

L’immaginario fotografico di Liu Xia si accorda alla filosofia dell’esistenza liberata dalle camicie di forza dell’ideologia e dai deliri di onnipotenza del totalitarismo

di Pino Bertelli

“Come piedistallo avrete un letamaio e come tribuna un armamentario di tortura.
Non sarete degni che di una gloria lebbrosa e di una corona di sputi”.

E.M. Cioran

“Il diritto di avere diritti, o il diritto di ogni individuo ad appartenere all’umanità,
dovrebbe essere garantito dall’umanità stessa”.

Hannah Arendt

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PEDRO LUIS RAOTA. Sulla fotografia dell’assurdo

2018-08-09T14:30:48+01:00ZRAlt! n. 19/20 – Inverno 2017/Primavera 2018|

La forza evocativa delle fotografie di Raota è una sorta di realismo magico… le immagini sono colme di tenerezza, di crudezza, anche, esprimono un linguaggio caldo, partecipativo

di Pino Bertelli

a Roberto Perdía

uno dei capi dei Montoneros, guerriglieri che hanno combattuto la dittatura argentina… lo abbiamo incontrato a Buenos Aires nel corso di una manifestazione a sostegno della Palestina (2014) – ci siamo abbracciati, levato i pugni dalle tasche e alzati contro il cielo… “Uno non ha un’anima per sé solo, ma un pezzetto d’una grande anima, che è la grande anima di tutta l’umanità… Quindi non importa, perché io non potrò mai morire. Io sarò dovunque, dovunque ci sia un uomo.

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LE PUDIBONDE CENSURE DEI NUDI SU FACEBOOK E L’ARTE (anche erotica)

2018-08-09T14:31:32+01:00ZRAlt! n. 19/20 – Inverno 2017/Primavera 2018|

Più demone che angelo, ma anche più vita che morte, Eros è, alla stregua di una stella, un dissipatore d’energia, e, per essa, di luce e calore

di Antonio Gasbarrini 

Sull’abstract (paginone) del n. 17 di questa stessa rivista, veniva pubblicato il saggio di Pino Bertelli Diane Arbus: l’angelo nero della fotografia randagia, con un suo ritratto fotografico (selfie diremmo oggi) del 1945. Un’immagine riflessa da uno specchio, la sua, dall’immacolato candore di un corpo ripreso nudo con due prominenti seni controbilanciati dalle bianche mutandine (o meglio, mutandoni).

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I COLORI DEL CIELO: UN FILM E UN LIBRO

2018-05-05T08:15:53+01:00ZRAlt! n. 18 - Autunno 2017|

I colori del cielo di Francesco Mazza [capitano Achab] è qualcosa che non ha nulla a che fare con il documentario o il film-inchiesta… forse anche con il docu-film…

di Pino Bertelli

“Pensiero meridiano vuol dire fondamentalmente questo: restituire al sud l’antica dignità di soggetto del pensiero, interrompere una lunga sequenza in cui esso è stato pensato da altri. Tutto questo non vuol dire indulgenza per il localismo, quel giocare melmoso con i propri vizi che ha condotto qualcuno a chiamare giustamente il sud un «inferno». Al contrario un pensiero meridiano ha il compito di pensare il sud con maggior rigore e durezza, ha il dovere di vedere e combattere iuxta propria principia la devastante vendita all’incanto che gli stessi meridionali hanno organizzato delle proprie terre.

DIANE ARBUS: L’ANGELO NERO DELLA FOTOGRAFIA RANDAGIA

2018-01-04T12:07:58+01:00ZRAlt! n. 17 - Estate 2017|

Diane Arbus ha fotografato l’infelicità e l’ingiustizia degli esclusi, degli ultimi e di tutti gli esseri estremizzati. Le sue fotoscritture di strada sono così profondamente antiche o moderne da non avere più età

di Pino Bertelli

“Quelli che nascono mostri sono l’aristocrazia del mondo dell’emarginazione…
Quasi tutti attraversano la vita temendo le esperienze traumatiche.
I mostri sono nati insieme al loro trauma. […]