Matteo D’Ambrosio

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DALLA “COMPAGNIA DEGLI ILLUSI” ALLA “COMPAGNIA DEGLI ARTISTI”: PER UNA LORO STORIA (Napoli, 1919-1942)*

2020-01-23T10:16:00+01:00ZRAlt! n. 25 – Estate 2019|

Con la nuova denominazione il regime riuscì ad assumere un controllo  maggiore  – se non completo – delle varie attività del sodalizio

di Matteo D’Ambrosio

La cultura a Napoli vive solitaria, pudica e sconosciuta
E. Guardascione, 1920

La Compagnia degli Illusi, il più importante centro napoletano di attività artistica e culturale della prima metà del Novecento, fu fondata nel 1919 da alcuni esponenti della cultura e dell’aristocrazia locale[1]. La denominazione, motivo di richiamo e curiosità,  ricorda le Accademie del Rinascimento[2]. Presidente onorario fu nominato il Senatore Benedetto Croce, che raramente partecipò alle manifestazioni[3]. Il sodalizio ospitò anche studiosi che non ne condividevano le posizioni[4].

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DI COME CARLO BELLOLI, PARTENDO DAL “POEMA PRECISO” MARINETTIANO, DIVENNE UN PRECURSORE DELLA POESIA CONCRETA

2019-10-16T20:42:23+01:00ZRAlt! n. 23/24 – Inverno 2018/Primavera 2019|

Il valore di un segno deriva dalla sua posizione: nella nostra poesia la spazializzazione delle parole risulta rigorosamente strutturata, multipercettiva, interazionale e virtualmente dinamica

di Matteo D’Ambrosio

La percezione dell’influenza del Futurismo italiano sulla poesia d’avanguardia del secondo Novecento è tuttora alquanto lacunosa. La Poesia concreta, di cui ci occuperemo,  sembra sorta – anche in ragione di un lavoro di efficace

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F.T. MARINETTI: UN “CARCAMANO” A S. PAOLO DEL BRASILE

2017-07-14T20:36:04+01:00ZRAlt! nn. 15/16 - Inverno 2016/Primavera 2017|

È arrivato un “carcamano”![1]. A San Paolo del Brasile Marinetti suscita interesse e ostilità; si registrano incidenti

di Matteo D’Ambrosio

Quanto accaduto durante il soggiorno di F. T. Marinetti in Brasile nel 1926 assume una particolare importanza dal punto di vista storiografico, per almeno due motivi: 1. l’abbandono del modello organizzativo della “serata” futurista, in cui i linguaggi di tutte le arti portate sulla scena venivano piegati ad esigenze di rapidità e brevità, di spontaneità e improvvisazione. A cominciare da quella ospitata il 12 gennaio 1910 dal Politeama Rossetti di Trieste, le serate avevano assunto nel tempo peculiari […]