Giuseppe Siano

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LA FINE DELLA RAPPRESENTAZIONE E LA «MORTE DELL’ARTE» (Una lettera aperta – Prima parte)

2020-04-11T14:55:43+01:00ZRAlt! n. 26 – Autunno 2019|

Il mercato fino ad oggi ha promosso un’infinità di artisti le cui opere spesso non hanno un fondamento teorico nuovo, né tecnico

di Giuseppe Siano

Caro Giancarlo Politi e p. c. Caro Roberto Vidali

vi scrivo questa lettera per illustrarvi la funzione fondamentale del lavoro di noi teorici, e anche per cercare di avvicinare o almeno rispettare le nostre distanti visioni sull’arte contemporanea.

1. La teoria ha come fine il riconoscimento dell’arte e oggi anche quello del bene culturale, senza poter utilizzare in modo soddisfacente il “valore”attribuito dal mercato

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L’EMERGENZA DI UNA NUOVA ESTETICA NELLE PERFORMANCE DI MARCO CARDINI

2019-10-16T20:43:45+01:00ZRAlt! n. 23/24 – Inverno 2018/Primavera 2019|

Cardini, pertanto, è da considerarsi nelle performance un artista cibernetico, alla ricerca di un nuovo spazio-tempo che sembrerebbe senza luogo, o u-topico, se non ci fosse un osservatore

di Giuseppe Siano

Il racconto artistico delle performance presentate da Marco Cardini è di carattere topologico; con questo termine faccio riferimento a tutti gli studiosi che procedono lungo il percorso inaugurato dalla teoria della forma della Gestalt.

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PROLEGOMENIMI A UN’ARTE DELL’INFORMAZIONE

2019-05-01T16:39:33+01:00ZRAlt! n. 22 - Autunno 2018|

L’energia-informazione elettrodinamica è diventata, così, un nuovo modo di formalizzare il linguaggio determinando, a mio giudizio, una “nuova estetica”

di Giuseppe Siano

Presentiamo innanzitutto gli argomenti che riteniamo siano fondanti la trattazione di ciò che potrebbe rientrare nella locuzione estetica dell’informazione. Una locuzione, questa, che sottende innanzitutto un nuovo modello di trasmissione, di percezione e di organizzazione del racconto. In effetti, ciò che oggi definiamo un’informazione estetica o un sentire estetico dell’informazione va correlato a un quid organizzato secondo un nuovo sistema di percezione e di elaborazione degli stimoli sensoriali. Possiamo dire, perciò, che quando trattiamo dell’estetica dell’informazione ci riferiamo non solo all’emergenza di un altro modello relazionale, ma che noi consideriamo che sia stato formalizzato già un nuovo linguaggio e un altro modello di “misurazione” […]

LA TEORIA DELLE CATASTROFI, LA FILOSOFIA E L’ESTETICA DEL NUOVO SENTIRE

2018-05-05T08:15:54+01:00ZRAlt! n. 18 - Autunno 2017|

Le catastrofi introducono sempre variabili e nuovi modelli nell’ambiente. Quando avviene un cambiamento e poi si ritorna al passato, nulla è come prima

di Giuseppe Siano

La Teoria delle Catastrofi in generale ha un programma che è facile da esporre in modo sintetico: si tratta di spiegare l’azione delle forme naturali. Fin da quando posiamo il nostro sguardo razionale sul mondo, costatiamo che l’universo non è un caos, che è diviso in forme relativamente distinte, ben separate le une dalle altre. Queste forme però all’improvviso possono precipitare da un Cosmo ordinato a un Caos.

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CATASTROFI NATURALI MACERIE E RESTAURI MALFATTI (II parte)

2017-07-14T20:36:04+01:00ZRAlt! nn. 15/16 - Inverno 2016/Primavera 2017|

La stessa fine di L’Aquila la farà il centro storico di Salerno, quando verrà sottoposto a sollecitazioni di un terremoto abbastanza forte

di Giuseppe Siano

La conservazione di un bene culturale o artistico ha bisogno che gli uomini rispettino la materia utilizzata per rappresentare un pensiero; perché è proprio in essa (materia) che si conserva anche il tipo di messaggio tramandato, il quale passa alle generazioni future. […]

CATASTROFI NATURALI MACERIE E RESTAURI MALFATTI

2017-03-03T11:59:27+01:00ZRAlt! n. 14 - Autunno 2016|

Pensiero e materia trovano sempre corrispondenze e relazioni quando interviene un riconoscimento che emerge da una conoscenza sensitiva

di Giuseppe Siano

Chiediamoci innanzitutto come potremmo definire oggi la locuzione “bene culturale”.

Con estrema sintesi, nel 1972, dopo che Cesare Brandi ebbe pubblicato la Carta del restauro, un bene culturale poteva riguardare in generale qualsiasi opera umana d’interesse storico, artistico, architettonico e archeologico. Nel 1992 fu sancita per legge l’estensione del campo dei beni culturali anche alle piazze d’interesse storico, agli antichi laboratori artigiani, ai beni paesaggistici e naturali. E fu aggiunto che «qualsiasi produzione umana trascorsi i 50 anni» poteva rientrare nella «conservazione del Bene culturale». […]

IL “SENTIRE” ESTETICO E L’IMMAGINARIO DEL VESUVIO TRA LA SCIENZA DELLA CONOSCENZA SENSITIVA, IL SUBLIME E LA CATASTROFE (III parte: “cultura di massa”, 3D e RV)

2016-01-25T16:35:41+01:00ZRAlt! nn. 9/10 - Estate/Autunno 2015|

La stessa filosofia maggiore o filosofia della parola, di cui l’estetica moderna è stata all’origine ancella, non traccia più una visione o un’aspirazione all’universale valida immediatamente per tutti. Oggi viviamo nell’universo costituito da singolarità

di Giuseppe Siano

Un nuovo automatismo eidomatico s’impone. [Uso questo termine nel senso attribuito da Giovanni Anceschi al design eidomatico. […]

EDITORIALE

2015-10-14T21:18:20+01:00ZRAlt! n. 8 - Primavera 2015|

Numero dopo numero, testo dopo testo, firma dopo firma – con relativi apporti multimediali –proposti sinora da ZRAlt!, stanno delineando con sempre maggiore affidabilità l’identikit d’una reattiva creatività ai vari eventi catastrofici (naturali ed antropici) che continuano a cadenzare, da che mondo è mondo, il “malvivere” individuale e collettivo.

Le sconvolgenti immagini del sisma nepalese rimbalzate recentemente dai massmedia con tutta l’eloquenza negativa di aride cifre (oltre 8 mila morti, circa 18.000 feriti, 500.000 edifici distrutti, un’intera popolazione alla deriva), le migliaia di migranti risucchiati dal Mediterraneo, i nuovi “muri di Berlino” eretti per contrastare inutilmente biblici esodi di massa, le ritornanti crisi finanziarie nazionali e internazionali e, chi più ne ha più ne metta, non hanno fanno arretrare di un millimetro tutti coloro che essendo […]

IL “SENTIRE” ESTETICO E L’IMMAGINARIO DEL VESUVIO TRA LA SCIENZA DELLA CONOSCENZA SENSITIVA, IL SUBLIME E LA CATASTROFE (II parte: letteratura e cinematografia)

2015-09-29T08:54:49+01:00ZRAlt! n. 8 - Primavera 2015|

De Sade è lontano dall’esperienza del sublime inteso come un terrifico generato solo dalla impotenza davanti alla forza bruta della natura; con lui il sublime, se lo si vuole riscontrare nel suo richiamo all’umiltà, è partecipe innanzitutto dell’ “umano sentire

di Giuseppe Siano

Gli uomini di cultura che facevano tappa a Napoli durante il Gran Tour rimanevano estasiati e incuriositi, specie se si pensa che durante il periodo di attività del Vesuvio s’imposero anche alcune “nuove” discipline delle scienze naturali. […]