EDITORIALE

2016-12-07T07:09:31+01:00ZRAlt! n. 11 - Inverno 2015 - 2016|

C’era una volta l’Unione Europea di 28 Stati “quasi sovrani”. C’erano, sempre una volta, alcuni sognatori italiani confinati a Ventotene durante la sanguinaria dittatura fascista (Altiero Spinelli, Ernesto Rossi e Eugenio Colorni, firmatari de Il Manifesto di Ventotene, agosto 1941) che avevano pre/figurato – mentre infuriava la Seconda Guerra Mondiale che alla fine del conflitto farà registrare i suoi 50 milioni e passa di morti – un’Europa federata: «Occorre fin d’ora gettare le fondamenta di un movimento che sappia mobilitare tutte le forze per far sorgere il nuovo organismo, che sarà la creazione più grandiosa e più innovatrice sorta da secoli in Europa; per costituire un largo stato federale, il quale disponga di una forza armata europea al posto degli eserciti nazionali, spazzi decisamente le […]

SULLA FOTOGRAFIA DELLA FLÂNERIE

2016-06-11T09:42:04+01:00ZRAlt! n. 11 - Inverno 2015 - 2016|

La visione antropologica della fotografia sociale è al fondo della fotografia di strada… affronta il dolore, talvolta lo sollecita, si ribella a tutto e va verso nuove, altre, più atroci verità calpestate dall’ordine costituito

di Pino Bertelli

I. La fotografia che non è in difesa delle cause perse non serve a niente… per manifestarsi la fotografia esige la verità e spesso vi soccombe, ma non cessa di disseminare ai quattro venti della terra la sua vitalità e utopia libertaria… […]

LA RISONANZA LIMBICA DEL TEATRO DELLA CATASTROFE: OMAGGIO A HOWARD BARKER

2016-06-11T09:48:25+01:00ZRAlt! n. 11 - Inverno 2015 - 2016|

Nel deserto di cemento ho visto il mio dio bruciava d’amore per gli uomini aveva perdonato i nostri peccati ma non i suoi

di Luigi Fabio Mastropietro

La tragedia detesta la politica. La tragedia detesta le buone intenzioni. Detesta tutto ciò che dimostra la soluzione di un problema. Detesta dunque l’industria del piacere, l’industria del tempo libero, l’industria dell’armonia e l’industria della riconciliazione. La tragedia è lo spettacolo del dolore reso squisito dall’arte (…) […]

LA FONTAMARA D’IGNAZIO SILONE NELLA SCUOLA “DELLE” LIBERTA’

2016-06-11T09:42:04+01:00ZRAlt! n. 11 - Inverno 2015 - 2016|

Le scarnificate parole di Fontamara si sono trasmutate in immagine con una scioltezza sorprendente: forma e contenuto, nel loro perfetto dosaggio, sono state trasferite, quasi per una medianica empatia, dallo scrittore ai “lettori in erba”

di Antonio Gasbarrini 

Più di una volta lasciando vagare lo sguardo in quell’immensa tavola di “terra fucense” strappata alle acque ed ai “Torlognes”, mi sono chiesto quante altre versioni di Fontamara, oltre a quelle note, saranno passate per la testa dello scrittore Ignazio Silone. Poco, quasi niente si è potuto leggere dal suo volto enigmatico.  […]

IL RESTAURO: PRIMA, DURANTE E DOPO LA CATASTROFE

2016-06-11T09:42:04+01:00ZRAlt! n. 11 - Inverno 2015 - 2016|

Catastrofi naturali, guerre e le più recenti devastazioni volontarie terroristiche hanno suscitato una reazione figlia di una doppia sconfitta

di Elisabetta Sonnimo

Prima, durante e dopo… sono queste in sintesi, le fasi che un’opera d’arte attraversa in occasione di un restauro.

La condizione cosiddetta prima dell’intervento, è quella che determina la necessità di un recupero conservativo ed estetico del manufatto. È una fase in cui si studiano cause ed effetti del degrado in funzione dello stato di conservazione, allo scopo di orientare le procedure tecniche da adottare nel restauro.

Durante, è lo stato in cui l’opera, sospesa come un paziente sotto anestesia…, è oggetto fisico di intervento, ed anche in questa fase, tanto più è alto il livello di studio e di competenze dedicate, tanto più assieme ad […]

NON MURI MA PONTI

2016-06-11T09:42:04+01:00ZRAlt! n. 11 - Inverno 2015 - 2016|

I muri che dividono, isolano, imprigionano, impediscono, violano, umiliano, separano, limitano, respingono, uccidono. I muri delle contraddizioni, delle assurdità, dell’incoerenza

di Lucia Piccirilli

Si intitola “1989” il libro che raccoglie dieci racconti scritti da alcuni tra gli autori contemporanei più noti della scena europea per celebrare, vent’anni dopo, la caduta del Muro di Berlino.

Gli autori, Ingo Schulze (ex Germania Est), Didier Daeninckx (Francia), Andrea Camilleri (Italia), Ljudmila Petrusevskaja (Russia), Elia Barceló (Spagna), Heinrich Böll (ex Germania Ovest), Max Frisch (Svizzera), Jirí Kratochvil (Repubblica Ceca), Olga Tokarczuk (Polonia), Miklós Vámos (Ungheria) si sono rivolti a quella generazione nata dopo il 1989 che non ha avuto esperienza diretta del muro. […]

SULLA TRASFORMAZIONE (ILLUMination DI URS FISCHER)

2016-06-11T09:42:04+01:00ZRAlt! n. 11 - Inverno 2015 - 2016|

Alla fine, la metafora visiva ci esprime esattamente la capacità che il tempo ha di disporre l’obsolescenza e la distruzione del senso delle forme

di Antonio Zimarino

La condizione iniziale è quella di una estrema stabilità e realismo di rappresentazione: lì dove di fatto, visivamente, non ci sono che due “statue” e un oggetto apparentemente normale e abitudinario quale una sedia. Una statua molto realistica nella posa e nell’abbigliamento (una figura umana) osserva una statua (un monumento importante della storia dell’arte: il “Ratto delle Sabine” di Giambologna) e poco distante, una banale sedia da ufficio.

Il problema evidente si manifesta dalle piccole fiamme che si vedono vibrare inizialmente in alcuni punti apicali di tali statue/figure: […]

PRATICARE LA DIFFERENZA & IL NIDO DELLA FOLLIA: DUE INTRIGANTI LIBRI SCOMODI PRESENTATI A L’AQUILA ADDORMENTATA

2016-06-11T09:42:04+01:00ZRAlt! n. 11 - Inverno 2015 - 2016|

Da sempre la parola “follia” ha evocato ed evoca mondi mentali misteriosi, inconoscibili, che provocano disagio e smarrimento

di Anna Maria Giancarli 

Suscitò enorme interesse, nel 1977, il libro di Giuliana Morandini “… E allora mi hanno rinchiusa”, con prefazione di Franca Ongaro Basaglia. Si trattava di testimonianze dai manicomi femminili, di voci autentiche che tutte concludevano il racconto della loro vita con il leit motiv che dette titolo al libro. […]

IN(L)IGHTS ART. RE_PLACE e i suoi Spazi di Luce

2016-06-11T09:42:04+01:00ZRAlt! n. 11 - Inverno 2015 - 2016|

Quello inaugurato da RE_PLACE è uno spazio di senso, uno spazio aperto inteso come spazio fisico e spazio del pensiero costruttivo, consapevole e libero. Uno spazio per le idee e uno spazio delle azioni

di Enrica Cialone

Dal 2010 anno dopo anno il progetto RE_PLACE ha riscosso un gran successo di pubblico e critica. Ideato da Germana Galli e organizzato dall’Associazione Amici dei Musei d’Abruzzo il progetto propone interventi di arte pubblica, tradotti in installazioni luminose. Re_Place, essendo un progetto d’arte contemporanea legato al grave terremoto che ha colpito la città, il 6 aprile 2009, è per sua natura site specific.

Le installazioni, opere fra arte e architettura, nel nostro caso le installazioni luminose e sonore, hanno – citando Germano Celant – «la funzione di significare le […]