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EDITORIALE

2020-04-11T14:56:56+01:00ZRAlt! n. 26 – Autunno 2019|

Dimenticare è molto più facile, nel vissuto di ognuno di noi, che ricordare. Soprattutto se sono le tragedie, individuali o collettive, a sottolineare quella inconfutabile assurdità dell’esistere (ammutolente divorzio tra noi e l’ostinato silenzio dell’universo alle nostre inutili domande), così ben indagata nei tanti scritti di un Albert Camus. Nonostante la sua pessimistica, sostanzialmente nichilistica visione della vita e del “mondo fisico terrestre”, con l’azzeramento della parola speranza, la “Creazione senza domani” (uno dei suoi saggi inclusi ne “Il mito di Sisifo”, pubblicato nel 1942 e cioè durante la fosca, assassina temperie dis/umana della Shoah), offre ancora, al lettore di oggi, più di uno spunto di riflessione sul destino di “una creazione assurda” a cui lo scrittore chiede, comunque, di essere sintonizzata sulla triade […]

WILHELM BRASSE – IL FOTOGRAFO DI AUSCHWITZ E SULLA FOTOGRAFIA DELLA SHOAH

2020-04-11T14:57:08+01:00ZRAlt! n. 26 – Autunno 2019|

I volti dei bambini, uomini e donne fissati prima della gassificazione… mantengono una disperanza infinita, una sofferenza quasi elegiaca, lo smarrimento di una disumanità estranea alla bellezza del buono, del giusto, del bene comune

di Pino Bertelli

 Un giorno che tornavamo dal lavoro vedemmo tre forche drizzate sul piazzale dell’appello:
tre corvi neri.  Appello. Le S.S. intorno a noi con le mitragliatrici puntate: la tradizionale cerimonia.
Tre condannati incatenati, e fra loro il piccolo Pipel, l’angelo dagli occhi tristi.
Le S.S. sembravano più preoccupate. Più inquiete del solito.
Impiccare un ragazzo davanti a migliaia di spettatori non era un affare da poco…

[…]

A VOLTE, ANCHE I MOSTRI NAZI-ARIANI RITORNANO ALLA MENTE

2020-04-11T14:54:27+01:00ZRAlt! n. 26 – Autunno 2019|

Gli anatemi contro gli artisti degenerati furono scagliati, in occasione della inaugurazione dell’Entartete Kunst, dal Fürer in persona

di Antonio Gasbarrini

“Sono riarsa di sete e muoio: ma date, subito, / fredda acqua che scorre dalla palude di Mnemosine. / Ed essi ti lasceranno bere alla fonte divina, / e in seguito tu regnerai assieme agli altri eroi”.
(Dall’Editoriale del primo numero di ZRAlt!, Estate 2013)

La Storia dell’arte moderna e contemporanea, d’avanguardia in particolare, è lastricata con molte “pietre d’inciampo memoriali”. Tra di esse, la demenziale rassegna itinerante dell’Entartete Kunst, meglio conosciuta come mostra sull’Arte degenerata (Monaco, Berlino ed altre città tedesche ed austriache, 1937-1938), può essere considerata la summa della feroce avversione degli Stati dittatoriali verso il rigenerante innovamento creativo portato avanti (En […]

CHE COS’È LA VIDEOPOESIA? ( Con alcuni rimandi a propositi e critica dei primi esperimenti)

2020-04-11T14:57:41+01:00ZRAlt! n. 26 – Autunno 2019|

Una nuova fenomenologia dell’esistenza sembra associarsi, con considerevoli trasformazioni non solo della comunicazione interpersonale ma anche di quella estetica, alle fasi più recenti dei rapporti tra il soggetto e i media elettronici

di Matteo D’Ambrosio

  1. Nella società contemporanea l’individuazione di nuove pratiche estetiche deriva dalle trasformazioni delle tradizioni segniche istituite dal regime della comunicazione sociale. I meccanismi di espansione di tale campo semiotico (interna, per complicazione morfologico-strutturale, ed esterna, per accrescimento delle occasioni di consumo) hanno accelerato i tempi di degradazione dei sistemi culturali predisposti dalle culture storiche, intensificando, con l’aiuto delle trasformazioni tecnologiche, la praticabilità di nuovi progetti di ricerca, che cooptano forme di produzione estetica un tempo ritenute irrimediabilmente distinte.

[…]

FACE TO FACE (Ex carcere mandamentale di Montefiascone) – Primo tempo

2020-04-11T14:57:53+01:00ZRAlt! n. 26 – Autunno 2019|

Cella 8 – 64 stati di mutamento in 8 mq

di Marco Fioramanti

Io non spiego, non fornisco risposte, mi limito a descrivere.
Sta a voi cercare le connessioni.
Wittgenstein

Fuori dalla mia cella un cartello che dice: SI PREGA DI ENTRARE A PIEDI NUDI
Una mia tela dipinta, stretta e lunga (posta a mo’ di tappeto) – su cui ho cosparso invisibili granelli di polvere d’oro – accoglie i passi del visitatore fino a sedersi davanti a me.

Una grande foto posta lateralmente sulla parete mostra un mio profilo e l’ombra proiettata. In questo caso, invece di essere parallela, l’ombra è posta specularmente a me e mi osserva. Il recluso ha solo se stesso con cui dialogare e l’ombra si materializza come altro-da-me.

GENEALOGIA (Racconto inedito)

2020-04-11T14:58:04+01:00ZRAlt! n. 26 – Autunno 2019|

Dal concettuale di Duchamp siamo arrivati ai Jeff Koons e Damien Hirst e Maurizio Cattelan… là dove l’arte confina o si confonde con la spudorata cialtroneria, peraltro remuneratissima a suon di milioni e milioni di dollari…

di Marco Palladini

… mi incontra il Gianni Dodi e subito dichiara: il culto più astuto non è il culto dell’oblio? … vorrei dimenticarmi di lui e invece lo invito a bere un cocktail in quel bar che chiamano ‘la cloaca’ perché è la sentina dei pettegolezzi di tutto il paese e dove c’è ancora un vecchio juke-box con il 45 giri della canzoncina sui giovani più giovani che sono l’esercito del surf, nella versione intonata da Catherine Spaak… peraltro l’amena canzonetta viene mixata con le grevi battutacce sull’esercito del […]

LA PAROLA E LA PITTURA GUARDANO AL FUTURO

2020-04-11T14:58:13+01:00ZRAlt! n. 26 – Autunno 2019|

Quando viene meno ciò che necessita ed irradia ovvero viene meno la parola e la sua alleanza con il vedere, si spalancano le porte al furore delle masse contro il pensiero

di Francesco Correggia

Tutto ciò che sembra accadere oggi nell’arte chiamata contemporanea non è altro che l’esporsi di un prodotto effimero senza consistenza storica. Il mostrarsi stesso dell’opera non è altro che il surrogato stesso di un’idea che si rende visibile; il suo porsi sempre come istantanea del presente che si mostra nella sua immediatezza, come una cartolina turistica.

Con tale pretesa l’arte si sottrae all’orizzonte poetico del suo corrispondere ad una visione del mondo che la fa essere e neppure si dona come testimonianza del proprio tempo. Così la pittura, quella considerata ufficiale dalle riviste […]

LA VIOLENZA MASCHILE CONTRO LE DONNE RECIDE IL CORDONE DEL MONDO

2020-04-11T14:58:28+01:00ZRAlt! n. 26 – Autunno 2019|

Da una stanza all’altra s’è propagata la loro voce straziante attraverso la lettura di brani e poesie, sottolineata da una emozionante, significativa installazione

di Anna Maria Giancarli

Non v’è dubbio che la barbarie che si perpetua sulle donne e sul loro corpo, culminando nel “femminicidio”, rappresenti un male, un dolore che si propaga sulle menti di tante altre donne che hanno lottato e lottano per la loro dignità ed il riconoscimento dell’immenso valore che l’universo femminile ha rappresentato nella storia dell’umanità per il suo cammino di civiltà.

[…]

LA FINE DELLA RAPPRESENTAZIONE E LA «MORTE DELL’ARTE» (Una lettera aperta – Prima parte)

2020-04-11T14:55:43+01:00ZRAlt! n. 26 – Autunno 2019|

Il mercato fino ad oggi ha promosso un’infinità di artisti le cui opere spesso non hanno un fondamento teorico nuovo, né tecnico

di Giuseppe Siano

Caro Giancarlo Politi e p. c. Caro Roberto Vidali

vi scrivo questa lettera per illustrarvi la funzione fondamentale del lavoro di noi teorici, e anche per cercare di avvicinare o almeno rispettare le nostre distanti visioni sull’arte contemporanea.

1. La teoria ha come fine il riconoscimento dell’arte e oggi anche quello del bene culturale, senza poter utilizzare in modo soddisfacente il “valore”attribuito dal mercato

[…]